Meteo
Acconto Tari, la rabbia dei cittadini
I contribuenti chiedono sconti, in cambio della presenza di Scapigliato
2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Giorni di arrabbiature a mal di pancia per molti cittadini residenti nel Comune che, nella cassetta postale, hanno trovato la bolletta relativa alla tassa sui rifiuti. E, come ogni anno, scoppiano le proteste per una delle tasse più odiate.
Bollette alla mano pensionati e non, cercano di calcolare quanto dovrebbero pagare in base ai metri quadri della propria abitazione e ai componenti del nucleo familiare: c’è chi abita in 60 metri quadrati e dichiara di pagare 341 euro; c’è chi vive da solo e paga di meno. Tutto dipende dagli appartamenti posseduti, dai metri quadrati delle abitazioni e dal numero che compone il nucleo familiare. «Eppure - dice Donati - grazie ad un processo che ha portato alla riduzione dei rifiuti delle utenze domestiche, abbiamo abbassato la tassa per tutti con punte massime che arrivano anche al 5%».
Per lo più ai residenti del comune di Rosignano non va giù il fatto di ospitare sul proprio territorio una delle discariche più grandi della Regione e di non poter avere “sconti” in cambio di questo disagio.
«Abbiamo potuto mantenere le tariffe più basse - spiega Donati - fino a che era in vigore la Tarsu. Le normative relative alla Tari ce lo impediscono perché dobbiamo coprire i costi del servizio».
Costi che lievitano anche a causa dell’abbandono dei rifiuti per strada o nei boschi. Per quanto riguarda la tariffa puntuale, ossia ogni cittadino paga per i rifiuti che produce, che viene più volte rilanciata dai residenti «può essere un obiettivo da un punto di vista ambientale anche se - dice Donati - ha qualche problema dal punto di vista sociale. Ad esempio: un cittadino solo, che quindi produce meno rifiuti ma che vive in una grande villa, pagherebbe di meno rispetto ad un altro residente che vive in un appartamento di 80 metri quadrati assieme ad altre tre persone. In quattro si produce più rifiuti».(al.ber.)
Bollette alla mano pensionati e non, cercano di calcolare quanto dovrebbero pagare in base ai metri quadri della propria abitazione e ai componenti del nucleo familiare: c’è chi abita in 60 metri quadrati e dichiara di pagare 341 euro; c’è chi vive da solo e paga di meno. Tutto dipende dagli appartamenti posseduti, dai metri quadrati delle abitazioni e dal numero che compone il nucleo familiare. «Eppure - dice Donati - grazie ad un processo che ha portato alla riduzione dei rifiuti delle utenze domestiche, abbiamo abbassato la tassa per tutti con punte massime che arrivano anche al 5%».
Per lo più ai residenti del comune di Rosignano non va giù il fatto di ospitare sul proprio territorio una delle discariche più grandi della Regione e di non poter avere “sconti” in cambio di questo disagio.
«Abbiamo potuto mantenere le tariffe più basse - spiega Donati - fino a che era in vigore la Tarsu. Le normative relative alla Tari ce lo impediscono perché dobbiamo coprire i costi del servizio».
Costi che lievitano anche a causa dell’abbandono dei rifiuti per strada o nei boschi. Per quanto riguarda la tariffa puntuale, ossia ogni cittadino paga per i rifiuti che produce, che viene più volte rilanciata dai residenti «può essere un obiettivo da un punto di vista ambientale anche se - dice Donati - ha qualche problema dal punto di vista sociale. Ad esempio: un cittadino solo, che quindi produce meno rifiuti ma che vive in una grande villa, pagherebbe di meno rispetto ad un altro residente che vive in un appartamento di 80 metri quadrati assieme ad altre tre persone. In quattro si produce più rifiuti».(al.ber.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
