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Bagni Italia, via i sigilli dal cantiere
Il Gip ha accolto la richiesta di dissequestro presentata dalla proprietà per il blocco del marzo scorso
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CASTIGLIONCELLO. Via i sigilli al cantiere dei Bagni Italia, che era stato posto sotto sequestro lo scorso 17 marzo. L’ordinanza del Gip è stata depositata ieri e, da quello che emerge, risulta che il giudice non abbia ravvisato né il reato di abuso edilizio (contestato al proprietario Mark Lombardo, al direttore dei lavori architetto Claudio Bianchini, e direttore del cantiere Fausto Venturi), né quello di falso in atto pubblico (contestato a Lombardo e relativo alle pratiche presentate allo sportello Suap del Comune di Rosignano).
L’operazione che lo scorso marzo aveva portato al sequestro della struttura balneare, in fase di ristrutturazione ormai dal febbraio del 2016, è stata portata avanti dalle sezioni di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza e della Polizia municipale. Un sequestro quello del 17 marzo, che era arrivato dopo un precedente blocco della ristrutturazione, avvenuto nell’estate dello scorso anno.
Il primo sequestro. I lavori per la riqualificazione del complesso sono stati interrotti una prima volta, con un sequestro preventivo, il 17 giugno dello scorso anno. Questo primo blocco era collegato ad un esposto dei confinanti della struttura balneare (presentato dall'avvocato Ginevra Giovannoni, dall'architetto Giulio Giovannoni, da Alba Di Grazia con il patrocinio dell'avvocato Duccio M. Traina). All’inizio di luglio 2016 il Gip non confermò il sequestro disposto un mese prima dalla Procura di Livorno e i lavori furono ripresi. La scorsa estate, intanto, lo stabilimento balneare è rimasto aperto. Certo, non solo non ha potuto garantire a residenti e turisti l’atteso ascensore che dovrebbe collegare via del Quercetano con la spiaggia sottostante, ma anche il resto della struttura non era stata completata.
La sanatoria. A seguito dell’esposto, però, il proprietario presentò al Comune una sanatoria al progetto per alcuni lavori eseguiti in corso d'opera e difformi rispetto al progetto iniziale.
A fine luglio 2016 l’ok dell’amministrazione alla sanatoria e poi a ottobre, al termine della stagione balneare, la ripresa dei lavori, che sono andati avanti fino all’inizio del marzo scorso. Tra l’altro fino a quel momento i lavori avevano riguardato quasi esclusivamente la ristrutturazione del complesso, mentre l’intervento per costruire l’ascensore non era ancora partito (anche perché la proprietà aveva dovuto presentare una revisione per prevedere un piccolo spostamento a nord dell’impianto).
Il secondo sequestro. Prima che i lavori per l’ascensore entrassero nel vivo c’è stato il nuovo sequestro, a marzo scorso, che di fatto ha “congelato” l’attività del cantiere fino a ieri. I residenti e le centinaia di turisti che per le vacanze pasquali sono approdati a Castiglioncello hanno temuto che i lavori non potessero ripartire e che l’ormai imminente stagione estiva sarebbe stata contrassegnata, come quelle del 2016, dal cantiere aperto nella baia del Quercetano.
Ieri la notizia del dissequestro, che di fatto permette alla proprietà di riprendere l’intervento.(a.c.)
L’operazione che lo scorso marzo aveva portato al sequestro della struttura balneare, in fase di ristrutturazione ormai dal febbraio del 2016, è stata portata avanti dalle sezioni di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza e della Polizia municipale. Un sequestro quello del 17 marzo, che era arrivato dopo un precedente blocco della ristrutturazione, avvenuto nell’estate dello scorso anno.
Il primo sequestro. I lavori per la riqualificazione del complesso sono stati interrotti una prima volta, con un sequestro preventivo, il 17 giugno dello scorso anno. Questo primo blocco era collegato ad un esposto dei confinanti della struttura balneare (presentato dall'avvocato Ginevra Giovannoni, dall'architetto Giulio Giovannoni, da Alba Di Grazia con il patrocinio dell'avvocato Duccio M. Traina). All’inizio di luglio 2016 il Gip non confermò il sequestro disposto un mese prima dalla Procura di Livorno e i lavori furono ripresi. La scorsa estate, intanto, lo stabilimento balneare è rimasto aperto. Certo, non solo non ha potuto garantire a residenti e turisti l’atteso ascensore che dovrebbe collegare via del Quercetano con la spiaggia sottostante, ma anche il resto della struttura non era stata completata.
La sanatoria. A seguito dell’esposto, però, il proprietario presentò al Comune una sanatoria al progetto per alcuni lavori eseguiti in corso d'opera e difformi rispetto al progetto iniziale.
A fine luglio 2016 l’ok dell’amministrazione alla sanatoria e poi a ottobre, al termine della stagione balneare, la ripresa dei lavori, che sono andati avanti fino all’inizio del marzo scorso. Tra l’altro fino a quel momento i lavori avevano riguardato quasi esclusivamente la ristrutturazione del complesso, mentre l’intervento per costruire l’ascensore non era ancora partito (anche perché la proprietà aveva dovuto presentare una revisione per prevedere un piccolo spostamento a nord dell’impianto).
Il secondo sequestro. Prima che i lavori per l’ascensore entrassero nel vivo c’è stato il nuovo sequestro, a marzo scorso, che di fatto ha “congelato” l’attività del cantiere fino a ieri. I residenti e le centinaia di turisti che per le vacanze pasquali sono approdati a Castiglioncello hanno temuto che i lavori non potessero ripartire e che l’ormai imminente stagione estiva sarebbe stata contrassegnata, come quelle del 2016, dal cantiere aperto nella baia del Quercetano.
Ieri la notizia del dissequestro, che di fatto permette alla proprietà di riprendere l’intervento.(a.c.)
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