Il Tirreno

la petizione 

Mille firme  per chiedere  di costruire  un dissalatore 

ROSIGNANO. Intanto continua la raccolta di firme per la realizzazione di un dissalatore lanciata da Medicina Democratica, che sottolinea «la questione della scarsità di acqua destinata alla...

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ROSIGNANO. Intanto continua la raccolta di firme per la realizzazione di un dissalatore lanciata da Medicina Democratica, che sottolinea «la questione della scarsità di acqua destinata alla popolazione della Val di Cecina», puntando l’indice contro gli emungimenti di Solvay. Alla società chimica si chiede che realizzi appunto un impianto di dissalazione delle acque marine per eliminare i prelievi dai pozzi potabili. La petizione ha superato il migliaio di firme, attraverso i banchetti allestiti in tutta la Val di Cecina.
«La soluzione - affermano i promotori della petizione: Medicina Democratica, Comitato di salute pubblica Val di Cecina, Circolo Legambiente Costa Etrusca e Comitato contro l’ampliamento della discarica di Bulera - non passa da mezze misure (come la chiusura dei pozzi alla Steccaia, i 4,6 milioni “compensatori” o Aretusa che può dare solo una quantità molto limitata di acqua riciclata) ma dallo sganciamento di Solvay dallo sfruttamento minerario e la realizzazione, da parte della multinazionale, di un dissalatore con cui ricavare acqua e sale dal mare, liberando così la Val di Cecina: il primo dicembre 2016 Solvay ha già ottenuto dal governo italiano ben 55 milioni di euro per restare a Rosignano e consolidare la chimica di base presente sul territorio».
Ai banchetti allestiti per la raccolta di firme si può firmare anche contro l'ampliamento della discarica di Bulera, «un'altra pesantissima minaccia all'acqua della Val di Cecina». Si invitano i cittadini a firmare le due petizioni, che si trovano anche on-line su www.change.org.
I prossimi banchetti sono previsti a Rosignano Solvay, lunedì 8 maggio, ore 9-13 in piazza del Mercato, e martedì 9 maggio, ore 16-20 davanti alla Coop.

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