Il Tirreno

Il campeggio resta chiuso dubbi sull’avviso d’asta 

di Manolo Morandini

L’ex gestore pronto a dare battaglia: ricorso al Presidente della Repubblica Biondi: «La struttura turistica in piena stagione dava lavoro a trenta persone» 

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CECINA. Finisce sul tavolo del Presidente della Repubblica l’avviso d’asta indetto dall’Ufficio per la Biodiversità di Cecina per l’assegnazione in concessione del terreno demaniale su cui sorge il Villaggio turistico francese. Un ricorso gerarchico a cui si appiglia il precedente gestore, Gabriele Biondi, che contesta «le modalità con cui è stata impostata la selezione del nuovo». La gara è stata aggiudicata a dicembre dello scorso anno alla società Sandy Beach Srl con sede a Roma e un filo che la collega direttamente a Grosseto, alla famiglia di imprenditori immobiliari Piccionetti. Il contratto non è ancora stato sottoscritto. Ed è certo che per la stagione turistica 2017 le porte del complesso rimarranno chiuse.
«Siamo in fase di definizione del contratto». Così Giada Piccionetti, amministratrice della Sandy Beach. Non dice di più. E che il contratto non sia ancora stato perfezionato a distanza di cinque mesi dall’aggiudicazione lo confermano anche dall’Ufficio per la Biodiversità di Cecina. Sul resto a parlare è il titolare della società Villaggio Turistico Francese Gabriele Biondi.
«La scelta dell’Ufficio per la Biodiversità di effettuare una gara con il solo criterio del massimo rialzo sul prezzo base del canone di concessione non dà alcuna garanzia sull’individuazione del soggetto che meglio sarà capace di sfruttare il bene pubblico a vantaggio della collettività, non essendo nemmeno richiesto che l’offerta fosse supportata da un piano economico sostenibile – afferma Biondi –. Nel frattempo, il Villaggio continua a rimanere chiuso, fra le lamentele dei villeggianti, e non si ha notizia di quando verrà firmata la convenzione con il vincitore, che sembra puntare più sullo sviluppo dell’area portuale che sulla riapertura dell’ex Villaggio Turistico Francese».
Riqualificare l’area fronte mare mediante interventi di protezione, ripascimento e la realizzazione della fascia dunale asportata dall’erosione. Oltre all’impegno a riqualificare le strutture esistenti nei 7 ettari di pineta. Trecento bungalow per una capacità ricettiva di 600 ospiti e altre strutture di servizio, dal bazar al bar ristorante. Questi gli impegni previsti nel bando a fronte della presentazione entro 6 mesi dall’aggiudicazione del progetto di riqualificazione. «Il nostro progetto è già stato visionato in modo non formale – sosteneva l’amministratrice della Sandy Beach lo scorso dicembre –. Abbiamo sei mesi di tempo dall’aggiudicazione dell’asta per presentarlo. Le linee guida però sono chiare: il rispetto del contesto ambientale e degli standard fissati nel bando di gara, andando a migliorare quanto c’è già».
L’ex gestore del villaggio vuole andare fino in fondo. «Il futuro è tutt’altro che certo e definito, anche perché l’Ufficio per la Biodiversità non risponde alle richieste di aggiornamenti che ho inoltrato – sostiene Biondi –. L’unico dato certo è rappresentato, allo stato attuale, dal fermo dell’attività del precedente gestore, nonostante che avessi ancora da ammortizzare gli investimenti posti in essere per la riqualificazione dell’area e, come ho lamentato nel ricorso, senza alcun indennizzo per l’avviamento a carico del soggetto entrante, con conseguente violazione della par condicio fra partecipanti all’asta e degrado dell’area, che rimarrà abbandonata per l’intera stagione. Oltre ai 5 dipendenti fissi si sono persi una trentina di posti stagionali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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