Il presidio
il caso asa-solvay
Un fronte comune per l’acqua
Appello del sindaco di Volterra ai colleghi della Bassa Val di Cecina
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CECINA. «Serve un fronte comune per far sì che Solvay rinunci ai pozzi delocalizzati lungo l’asta del Cecina e agli acquiferi di qualità». Così il sindaco di Volterra Marco Buselli in scia all’appello lanciato dal presidente del consiglio di sorveglianza del gestore del servizio idrico Asa Spa Nicola Ceravolo. «Non si tratta di fare la guerra a un’industria che dà ricchezza al nostro territorio trovando una soluzione nel breve termine – ha detto Ceravolo –. Chiedo perciò a tutti i soggetti coinvolti, Regione, Comuni, Ait, Solvay ed Asa di concertare una soluzione nel più breve tempo possibile. Ricorrere alle carte bollate allunga di fatto i tempi di una risoluzione».
È in corso un braccio d ferrosull’acqua tra Regione e Solvay, con il ricorso dell’azienda al Tribunale delle acque per la delibera della giunta della Toscana 40/2017 che blocca le concessioni lungo i gorili. «Di fatto soltanto adesso, dopo anni di latitanza sul tema, la Regione appare in aperto conflitto con Solvay», sottolinea il sindaco di Volterra. Che aggiunge: «Queste cose noi le diciamo però, inascoltati, da anni. Ormai siamo di fronte al fallimento completo del protocollo ponte e di tutte quelle politiche acquiescenti di cui sono disseminate le varie conferenze dei servizi che si sono svolte negli anni sul tema. Come dice anche il consigliere regionale Cinque Stelle Andrea Quartini, la Regione deve abbandonare una buona volta tutte le proprie contraddizioni. Sono anni che diciamo che l’acqua di alta qualità deve essere per il consumo potabile. Adesso fa piacere sentirlo dire a chiare lettere anche alla Regione. Anche l’atteggiamento di alcuni sindaci di zona sembra essere cambiato. A questo punto però a noi non interessa chi abbia avuto ragione, ma serve un fronte comune per far sì che Solvay rinunci ai pozzi delocalizzati lungo l’asta del Cecina e agli acquiferi di qualità».
È in corso un braccio d ferrosull’acqua tra Regione e Solvay, con il ricorso dell’azienda al Tribunale delle acque per la delibera della giunta della Toscana 40/2017 che blocca le concessioni lungo i gorili. «Di fatto soltanto adesso, dopo anni di latitanza sul tema, la Regione appare in aperto conflitto con Solvay», sottolinea il sindaco di Volterra. Che aggiunge: «Queste cose noi le diciamo però, inascoltati, da anni. Ormai siamo di fronte al fallimento completo del protocollo ponte e di tutte quelle politiche acquiescenti di cui sono disseminate le varie conferenze dei servizi che si sono svolte negli anni sul tema. Come dice anche il consigliere regionale Cinque Stelle Andrea Quartini, la Regione deve abbandonare una buona volta tutte le proprie contraddizioni. Sono anni che diciamo che l’acqua di alta qualità deve essere per il consumo potabile. Adesso fa piacere sentirlo dire a chiare lettere anche alla Regione. Anche l’atteggiamento di alcuni sindaci di zona sembra essere cambiato. A questo punto però a noi non interessa chi abbia avuto ragione, ma serve un fronte comune per far sì che Solvay rinunci ai pozzi delocalizzati lungo l’asta del Cecina e agli acquiferi di qualità».
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