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violenza sulle donne 

Appello dell’associazione Iaia «Mancano strutture protette» 

Appello dell’associazione Iaia «Mancano strutture protette» 

CASTAGNETO CARDUCCI . Lasciata morire agonizzante in un oliveto a Castagneto Carducci, dopo aver subito violenza. Aveva 18 anni Ilaria Leone. Da quel tragico Primo maggio sono passati 4 anni. Il...

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CASTAGNETO CARDUCCI . Lasciata morire agonizzante in un oliveto a Castagneto Carducci, dopo aver subito violenza. Aveva 18 anni Ilaria Leone. Da quel tragico Primo maggio sono passati 4 anni. Il colpevole, Ablaye Ndoye, sta scontando l’ergastolo in carcere. In memoria di Ilaria è nata l’Associazione impegno antiviolenza (Iaia), che promuove iniziative a supporto delle vittime di violenza di genere.
«Ilaria non venne uccisa solo quella notte – scrivono in una nota dall’associazione, presieduta dalla mamma di Ilaria, Sara Cariano – ma molte altre volte da voci subdole e malvagie, da giudizi e stigmi di persone che hanno visto in lei la donna che se l’è andata a cercare perché, se non fosse uscita ma rimasta in casa, sicuramente non le sarebbe successo nulla. Con la nostra associazione cerchiamo di combattere anche i pregiudizi e far conoscere, prevenire e superare la violenza di genere». In media una donna ogni tre giorni una donna è vittima della violenza di genere. E ai femminicidi si aggiungono altri tipi di violenze che, se non fermate in tempo, rischiano di degenerare.
«La violenza alle donne si contrasta e si previene con interventi coordinati in cui tutti, dalle forze dell’ordine ai servizi sanitari, alle scuole, opportunamente formate, fino ai Centri antiviolenza, fanno la loro parte – proseguono le volontarie di Iaia –. Un Centro antiviolenza non è un servizio qualunque, non può essere improvvisato ma deve fondare i propri interventi su una metodologia di accoglienza consolidata, sancita nella Convenzione di Istanbul, basata sulla relazione fra donne. Chi interviene sui maltrattamenti e sulla violenza maschile deve ricevere una formazione specifica, attenta, specializzata, consapevole. Questo è urgente e vitale anche per le forze dell’ordine. Centri di ascolto come Iaia si autofinanziano o aspettano la generosità di qualche donatore. Mancano strutture protette che mettano le donne e loro figli, vittime di violenza, al sicuro e in totale anonimato». Iaia opera a Donoratico in via della Repubblica 36 e risponde, 24 ore su 24, al numero 324 6187613.
Divina Vitale

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