Il Tirreno

castagneto: politica 

Scuole ko, minoranze contro Pd «Un territorio malridotto»

Scuole ko, minoranze contro Pd «Un territorio malridotto»

CASTAGNETO. «A Castagneto la libertà democratica di critica politica sembra essere un tabù. Stare dalla parte della gente e del popolo evidentemente non è più, (se mai lo è stata) una prerogativa del...

3 MINUTI DI LETTURA





CASTAGNETO. «A Castagneto la libertà democratica di critica politica sembra essere un tabù. Stare dalla parte della gente e del popolo evidentemente non è più, (se mai lo è stata) una prerogativa del maggior partito della cosiddetta sinistra». Comincia così la dichiarazione del consigliere comunale di opposizione di Castagneto, Benito Gragnoli, al quale le parole della sindaca e poi del segretario del Pd locale non sono affatto piaciute. «Con arrogante supponenza ci chiamano populisti pensando di offenderci: populismo è una affermazione che va di moda nel linguaggio di chi governa e amministra il potere con logiche tipiche dell’alta “borghesia padronale”, un concetto che piace molto ai renziani e che ripetono all’infinito quando non hanno argomenti per controbattere alle accuse che gli vengono da più parti. Se populismo è stare dalla parte del bene comune, confermo di essere populista».
Gragnoli replica alla sindaca Sandra Scarpellini e al segretario del Pd Simone Tinagli, che nei giorni scorsi gli avevano rispposto in merito alla vicenda delle scuole di Castagneto. «Il contenuto delle dichiarazioni del segretario Pd - aggiunge Gragnoli - mi è sembrato una sorta di soccorso Rosso ad una amministrazione comunale e ai suoi vertici che sono in evidente affanno sin dall'inizio del mandato amministrativo, e che fino ad oggi hanno fatto ben poco per il nostro territorio. Se al segretario, alla sindaca e al Pd ha dato fastidio la foto dei consiglieri di opposizione che unitariamente criticano l’amministrazione comunale, la foto che invece a noi più dà fastidio è quella del nostro comune così malridotto, con edifici pubblici che franano e non più sicuri, strade dissestate, ponti e non più ponti ( vedi casone ). Mi aspettavo una assunzione di responsabilità politica e magari anche le scuse per i disagi creati e per le disattese promesse in campagna elettorale, ma evidentemente è pretendere troppo da chi rappresenta, di fatto, la pluridecennale continuità politica di gestione familiare che una certa parte della sinistra ha esercitato a Castagneto». Con parole sempre indirizzate al segretario del Pd locale Gragnoli aggiunge: «Ad esempio lui potrebbe impegnarsi nei confronti del sindaco e delle altre autorità competenti per cercare di risolvere l’annoso problema della precaria situazione in cui versa l'ufficio del giudice di pace, per conoscenza diretta considerando quale è la sua professione di avvocato: l’ufficio del giudice di pace riesce a sopravvivere anche con il contributo dei Comuni del circondario, ad eccezione del Comune di Castagneto Carducci, il cui sindaco pare diserti sistematicamente le riunioni, (per non parlare poi dei contributi). È un servizio essenziale per la comunità e se venisse soppresso anche per colpa del Comune di Castagneto i cittadini sarebbero costretti ad andare a Livorno». Gragnoli in conclusione tira un’altra stoccata: «Invece di andare in processione (stranamente nei giorni cruciali delle primarie Pd) con i compagni sindaci della zona al ministero dei Trasporti a Roma, per perorare la improbabile causa dell’eliminazione del casello autostradale di Rosignano, i politici locali e i loro sindaci ex Pci, ex Pds , ex Ds e ora Pd dovrebbero fare autocritica perché nessuno di loro è riuscito a risolvere il problema del necessario cavalcaferrovia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino