castagneto: politica
Scuole ko, minoranze contro Pd «Un territorio malridotto»
CASTAGNETO. «A Castagneto la libertà democratica di critica politica sembra essere un tabù. Stare dalla parte della gente e del popolo evidentemente non è più, (se mai lo è stata) una prerogativa del...
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CASTAGNETO. «A Castagneto la libertà democratica di critica politica sembra essere un tabù. Stare dalla parte della gente e del popolo evidentemente non è più, (se mai lo è stata) una prerogativa del maggior partito della cosiddetta sinistra». Comincia così la dichiarazione del consigliere comunale di opposizione di Castagneto, Benito Gragnoli, al quale le parole della sindaca e poi del segretario del Pd locale non sono affatto piaciute. «Con arrogante supponenza ci chiamano populisti pensando di offenderci: populismo è una affermazione che va di moda nel linguaggio di chi governa e amministra il potere con logiche tipiche dell’alta “borghesia padronale”, un concetto che piace molto ai renziani e che ripetono all’infinito quando non hanno argomenti per controbattere alle accuse che gli vengono da più parti. Se populismo è stare dalla parte del bene comune, confermo di essere populista».
Gragnoli replica alla sindaca Sandra Scarpellini e al segretario del Pd Simone Tinagli, che nei giorni scorsi gli avevano rispposto in merito alla vicenda delle scuole di Castagneto. «Il contenuto delle dichiarazioni del segretario Pd - aggiunge Gragnoli - mi è sembrato una sorta di soccorso Rosso ad una amministrazione comunale e ai suoi vertici che sono in evidente affanno sin dall'inizio del mandato amministrativo, e che fino ad oggi hanno fatto ben poco per il nostro territorio. Se al segretario, alla sindaca e al Pd ha dato fastidio la foto dei consiglieri di opposizione che unitariamente criticano l’amministrazione comunale, la foto che invece a noi più dà fastidio è quella del nostro comune così malridotto, con edifici pubblici che franano e non più sicuri, strade dissestate, ponti e non più ponti ( vedi casone ). Mi aspettavo una assunzione di responsabilità politica e magari anche le scuse per i disagi creati e per le disattese promesse in campagna elettorale, ma evidentemente è pretendere troppo da chi rappresenta, di fatto, la pluridecennale continuità politica di gestione familiare che una certa parte della sinistra ha esercitato a Castagneto». Con parole sempre indirizzate al segretario del Pd locale Gragnoli aggiunge: «Ad esempio lui potrebbe impegnarsi nei confronti del sindaco e delle altre autorità competenti per cercare di risolvere l’annoso problema della precaria situazione in cui versa l'ufficio del giudice di pace, per conoscenza diretta considerando quale è la sua professione di avvocato: l’ufficio del giudice di pace riesce a sopravvivere anche con il contributo dei Comuni del circondario, ad eccezione del Comune di Castagneto Carducci, il cui sindaco pare diserti sistematicamente le riunioni, (per non parlare poi dei contributi). È un servizio essenziale per la comunità e se venisse soppresso anche per colpa del Comune di Castagneto i cittadini sarebbero costretti ad andare a Livorno». Gragnoli in conclusione tira un’altra stoccata: «Invece di andare in processione (stranamente nei giorni cruciali delle primarie Pd) con i compagni sindaci della zona al ministero dei Trasporti a Roma, per perorare la improbabile causa dell’eliminazione del casello autostradale di Rosignano, i politici locali e i loro sindaci ex Pci, ex Pds , ex Ds e ora Pd dovrebbero fare autocritica perché nessuno di loro è riuscito a risolvere il problema del necessario cavalcaferrovia».
Gragnoli replica alla sindaca Sandra Scarpellini e al segretario del Pd Simone Tinagli, che nei giorni scorsi gli avevano rispposto in merito alla vicenda delle scuole di Castagneto. «Il contenuto delle dichiarazioni del segretario Pd - aggiunge Gragnoli - mi è sembrato una sorta di soccorso Rosso ad una amministrazione comunale e ai suoi vertici che sono in evidente affanno sin dall'inizio del mandato amministrativo, e che fino ad oggi hanno fatto ben poco per il nostro territorio. Se al segretario, alla sindaca e al Pd ha dato fastidio la foto dei consiglieri di opposizione che unitariamente criticano l’amministrazione comunale, la foto che invece a noi più dà fastidio è quella del nostro comune così malridotto, con edifici pubblici che franano e non più sicuri, strade dissestate, ponti e non più ponti ( vedi casone ). Mi aspettavo una assunzione di responsabilità politica e magari anche le scuse per i disagi creati e per le disattese promesse in campagna elettorale, ma evidentemente è pretendere troppo da chi rappresenta, di fatto, la pluridecennale continuità politica di gestione familiare che una certa parte della sinistra ha esercitato a Castagneto». Con parole sempre indirizzate al segretario del Pd locale Gragnoli aggiunge: «Ad esempio lui potrebbe impegnarsi nei confronti del sindaco e delle altre autorità competenti per cercare di risolvere l’annoso problema della precaria situazione in cui versa l'ufficio del giudice di pace, per conoscenza diretta considerando quale è la sua professione di avvocato: l’ufficio del giudice di pace riesce a sopravvivere anche con il contributo dei Comuni del circondario, ad eccezione del Comune di Castagneto Carducci, il cui sindaco pare diserti sistematicamente le riunioni, (per non parlare poi dei contributi). È un servizio essenziale per la comunità e se venisse soppresso anche per colpa del Comune di Castagneto i cittadini sarebbero costretti ad andare a Livorno». Gragnoli in conclusione tira un’altra stoccata: «Invece di andare in processione (stranamente nei giorni cruciali delle primarie Pd) con i compagni sindaci della zona al ministero dei Trasporti a Roma, per perorare la improbabile causa dell’eliminazione del casello autostradale di Rosignano, i politici locali e i loro sindaci ex Pci, ex Pds , ex Ds e ora Pd dovrebbero fare autocritica perché nessuno di loro è riuscito a risolvere il problema del necessario cavalcaferrovia».
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