Un anno per un’ecografia «No grazie, vado altrove»
Paziente si rivolge al Cup e segnala l’ennesimo caso di esami lumaca Tempi lunghi anche per una risonanza al rachide cervicale: si aspettano 10 mesi
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CECINA. Mentre sul futuro dell’ospedale unico aleggiano nubi e polemiche, non si fermano le segnalazioni di pazienti che si lamentano per gli incredibili tempi di attesa per sottoporsi a certi esami. Ormai a ritmo incessante fioccano proteste, ma c’è anche chi incassa in silenzio e con rassegnazione la risposta dell’incolpevole operatore del Cup ogni qual volta varca la soglie dell’ospedale o del distretto.
Tempi di 7,8 mesi che ormai non fanno più neppure notizia perché i report aziendali mensili, a parte qualche oscillazione, indicano sempre attese impensabili.
Eppure c’è ancora chi si indigna. E denuncia. Come Verusca Vanni che ci ha contattato per segnalarci quanto successo. La donna ha chiesto di poter prenotare due esami:uno per una risonanza magnetica alla colonna vertebrale, l’altro una ecografia all’addome.
Le risposte sono state: febbraio 2018 per la Rmb, addirittura più di un anno (27 aprile 2018. Al che la signora ha detto all’operatore: «no grazie , mi rivolgerò altrove».
E dall’altro capo la risposta: «sa, mi ha chiesto proprio gli esami che hanno tempi più lunghi». «La prossima volta chiederò qual è l'esame che ha tempi brevi e farò quello anche se non mi serve ...», l’amara considerazione finale di Verusca Vanni.
Una vicenda analoga a quella che accade a decine di pazienti che si scontrano, ogni giorno, con tempi inumani di attesa e devono ricorrere ad altre soluzioni (rivolgersi a centri diagnostici privati). E se è vero che le urgenze dovrebbero avere un percorso facilitato, talvolta - specialmente in caso di primi esami diagnostici - il confine tra non urgenza ed urgenza non è sempre così netto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Tempi di 7,8 mesi che ormai non fanno più neppure notizia perché i report aziendali mensili, a parte qualche oscillazione, indicano sempre attese impensabili.
Eppure c’è ancora chi si indigna. E denuncia. Come Verusca Vanni che ci ha contattato per segnalarci quanto successo. La donna ha chiesto di poter prenotare due esami:uno per una risonanza magnetica alla colonna vertebrale, l’altro una ecografia all’addome.
Le risposte sono state: febbraio 2018 per la Rmb, addirittura più di un anno (27 aprile 2018. Al che la signora ha detto all’operatore: «no grazie , mi rivolgerò altrove».
E dall’altro capo la risposta: «sa, mi ha chiesto proprio gli esami che hanno tempi più lunghi». «La prossima volta chiederò qual è l'esame che ha tempi brevi e farò quello anche se non mi serve ...», l’amara considerazione finale di Verusca Vanni.
Una vicenda analoga a quella che accade a decine di pazienti che si scontrano, ogni giorno, con tempi inumani di attesa e devono ricorrere ad altre soluzioni (rivolgersi a centri diagnostici privati). E se è vero che le urgenze dovrebbero avere un percorso facilitato, talvolta - specialmente in caso di primi esami diagnostici - il confine tra non urgenza ed urgenza non è sempre così netto.
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