Il Tirreno

«Siamo già al lavoro per l’edizione 2018» 

di Jessika Biondi
«Siamo già al lavoro per l’edizione 2018» 

Organizzatori soddisfatti: tanto spettacolo e promozione

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SAN VINCENZO. Fa ancora parlare di sé l’XI edizione del Palio che ha avuto una straordinaria ripartenza, contando circa 8. 000 presenze che hanno assistito alla manifestazione godendo di un panorama suggestivo in un’atmosfera particolarmente emozionante, in cui fantini e cavalli si sono sfidati affondando i loro ferri sulla sabbia battuta dallo splendido mare della Costa Etrusca.
I migliori in circolazione hanno galoppato affrontando un suolo pesante e un sole primaverile che ha scaldato gli spettatori fino alla finale tenutasi giusto in tempo per poter ammirare un tramonto spettacolare. Nessuna falla nell’organizzazione, l’evento è riuscito alla perfezione lasciando soddisfatti anche gli ospiti più importanti, come Aceto, , venuto ad assistere a quello che è stato uno dei palii più attesi e seguiti degli ultimi tempi. La penultima edizione, la decima, quella del 2004, era stata un successo così come le precedenti, quindi, la ripartenza del Palio non poteva essere da meno: «Questo è stato il palio dell’immagine. Delle ottomila persone presenti, circa settemila spettatori erano turisti che venivano da fuori e che, molto probabilmente, non sarebbero neanche mai capitati a San Vincenzo. Grazie a quest’occasione hanno, invece, potuto visitare la città e magari conoscere la storia di tutti gli altri comuni in gara» dice Roberto Saggini.
I sindaci e gli assessori erano tutti presenti sugli spalti, pronti a fare il tifo per i loro comuni. Serena Malfatti, assessore del comune di San Vincenzo, è rimasta particolarmente entusiasta: «È stato un successo. È andato tutto benissimo e già molti commercianti mi hanno chiamata per far sapere la loro soddisfazione ed esprimere la loro gratitudine».
Dalle parole di Saggini si capisce che è già in mente l’idea di far proseguire il Palio della Costa Etrusca per l’edizione del 2018: «Spero che il prossimo anno, visto il successo di cui ha goduto la manifestazione, i commercianti che hanno partecipato possano coinvolgere anche gli altri per poter avere una maggiore collaborazione. D’altronde siamo ripartiti per salire di livello, proprio per poter portare in alto questo evento che già in passato aveva goduto di una grande partecipazione. Come tutte le cose ci sono state delle aree più deboli, ma che abbiamo prontamente individuato e ci impegneremo per perfezionarle». Per quanto riguarda i commenti nati a proposito della lunghezza e dei fantini che si sono presi a colpi di frusta, Saggini chiarisce: «Fa tutto parte del Palio. In questo mondo funziona così, non si può mai prevedere quanto effettivamente durerà una corsa perché non si possono fare pronostici sulla lunghezza della partenza. Il mossiere è stato un po’ puntiglioso nel volere i cavalli tutti perfettamente allineati, ma questa è stata la sua scelta. Non ci sono stati tempi morti, è stato un susseguirsi di batterie e spettacoli che hanno animato continuamente la scena. Lo spettacolo è stato intervallato solo dai trattori che hanno piallato la spiaggia ogni volta sempre in tempi brevissimi. Per quanto riguarda le frustate, anche questo fa parte del gioco. Gli screzi a volte ci sono e lo scontro tra Francesco Caria e Giuseppe Angioi c’è stato prendendo come pretesto i cavalli che, a quanto sembra, erano stati allenati da entrambi. Capisco che gli spettatori, che hanno assistito alla scena e che non si intendono particolarmente di palii, possano essere rimasti impressionati, ma ripeto, anche questo fa parte della natura del palio».
Inoltre, durante la finale, è riuscito ad evitare quello che poteva essere un tragico incidente facendo deviare prontamente fuori dalla pista il cavallo, che aveva scartato proprio sull’entrata della curva. «Anche questo era stato previsto - spiega Saggini -. Avevamo messo in conto il fatto che sarebbe potuto accadere che un cavallo prendesse la curva sbagliata. Proprio per questo avevamo dato l’indicazione di mettere la parte di staccionata, quella da cui entravano i cavalli sulla pista, leggermente di traverso e di non doverla mai tenere completamente chiusa con forza, proprio perché se fosse successo, quello che poi è accaduto, il cavallo sarebbe potuto uscire con facilità, evitando un disastroso frontale con gli altri cavalli della batteria» .

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