Il Tirreno

Autostrada tirrenica

Politica in campo per far abolire quel pedaggio

Addio Tirrenica. Il contrordine sul progetto di Corridoio tirrenico, sparito dal Documento di economia e finanza e declassato da autostrada a riqualificazione della Variante Aurelia per il tratto da...

2 MINUTI DI LETTURA





Addio Tirrenica. Il contrordine sul progetto di Corridoio tirrenico, sparito dal Documento di economia e finanza e declassato da autostrada a riqualificazione della Variante Aurelia per il tratto da Rosignano a Grosseto, con un investimento per la messa in sicurezza da parte di Anas di 120 milioni di euro, rimette in pista le richieste di abolizione del casello di San Pietro in Palazzi. I 60 centesimi, 1, 20 andata e ritorno, per chi vi transita ogni giorno riscossi dal giugno 2012 su quel tratto autostradale di appena 3 chilometri. Mezzo secolo di polemiche, tracciati e soldi spesi. L’autostrada Livorno-Civitavecchia sparisce dall’agenda delle grandi opere. Nel 1993 è stato inaugurato il tratto di circa 36 chilometri da Collesalvetti a Rosignano. Dopo 19 anni altri 4 chilometri, da Rosignano a San Pietro in Palazzi. Poi non è accaduto più niente. Salvo le polemiche sul tracciato e le proteste di movimenti ambientalisti, i vari Meet-up territitoriali del Movimento 5 stelle e le liste civiche di Rosignano, Cecina, Bibbona e a scendere verso sud fino a Orbetello, i No Sat che da sempre sostengono che l’autostrada non serve, costa troppo e rovina l’ambiente. Adesso la gabella riscossa alla barriera di Palazzi che serviva a Sat per incamerare denaro per poter finanziare la seconda parte dell’autostrada è una beffa per tutti. E questa volta, al netto delle rivendicazioni della primo genitura, potrebbero essere tutti d’accordo. (m.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani