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attacco del movimento 5 stelle 

Emodinamica, il caso-costa «Sul territorio serve una sala»

CECINA. «Sia l’amministrazione comunale che la responsabile dell’Asl dell’area Toscana Nord ovest, tutti in quota Pd, recitano una rappresentazione autoreferenziale della sanità: tutto va bene, anzi...

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CECINA. «Sia l’amministrazione comunale che la responsabile dell’Asl dell’area Toscana Nord ovest, tutti in quota Pd, recitano una rappresentazione autoreferenziale della sanità: tutto va bene, anzi tutto è migliorato rispetto al recente passato». Così il Movimento 5 Stelle in merito alla commissione sanità dell’11 aprile.
Tra i vari aspetti affrontati la nota dei 5 Stelle sottolinea il tema delle reti tempo dipendenti, oggetto di una specifica domanda della loro capogruppo Rosanna Farinetti. «La direttrice generale Maria Teresa De Lauretis afferma, contrariamente al parere di medici specialisti, che lungo la costa, da Livorno a Grosseto, non si rischierebbe la vita post infarto per la mancanza di un centro di emodinamica, poiché secondo lei si può intervenire con una angioplastica, non in un’ora, ma con calma nel giro di 2 ore». E proseguono: «I cittadini presenti basiti e sconfortati non sono stati neanche in grado di articolare una qualsivoglia reazione di protesta dato che durante le commissioni non è possibile esternare il proprio dissenso in alcun modo. Con freddezza, la dirigente snocciola tutte le ragioni per cui la costa si dovrà dimenticare di avere la sala che permetterebbe di salvare la vita ai colpiti da questa patologia, precisando però che ciò non deve creare allarmismi. Del resto, l’ospedale di Cecina presenta una sopravvivenza molto alta dei ricoverati in cardiologia. Peccato però che questo fatto, assolutamente vero, non c’entri nulla con la necessità vitale, di riaprire una coronaria chiusa entro 60 minuti, con un intervento eseguibile solo in una sala di emodinamica che manca in tutta l’area a sud di Livorno, fino a Grosseto». E sul punto sottolineano che «la Toscana ha ben 16 sale emodinamiche, che sarebbero anche troppe, visto che in alcune, come quella della Fondazione Monasterio di Pisa, si lavora a ritmi ridicolmente bassi. L’area scoperta però ospita circa 140 mila abitanti che aumentano esponenzialmente nel periodo estivo. Perché allora non distribuire le emodinamiche con un criterio che tenga conto delle diversità in base alle densità abitative del territorio? La risposta non è arrivata».

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