Eliminare l’asfalto per togliere le buche al via il primo test
Castagneto Carducci, intervento pilota a Marina Corsini: «Avremo costi dimezzati e una maggiore durata»
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CASTAGNETO CARDUCCI. Niente più buche e avvallamenti. La soluzione per rifare le strade a Marina di Castagneto e salvare i pini marittimi presuppone di eliminare l’asfalto. Sarà un manto drenante, una miscela di asfalto macinato con un 30% di materiale di cava, che in gergo tecnico viene chiamato scoperchiato, a caratterizzare il reticolo stradale. S’inizia con un primo test entro l’estate, ma l’aspettativa è alta. «Se avremo le necessarie autorizzazioni e la soluzione si dimostra all’altezza delle promesse nell’arco di quattro anni potremmo progettare di rinnovare l’intero reticolo viario della frazione», dice l’assessore ai Lavori pubblici di Castagneto Carducci Miriano Corsini.
La prova sul campo sarà fatta su una via minore. Due o tre le strade candidate. «Tra queste ci sono le vie Velathri e dell’Anguilla che sono lunghe circa 200 metri», dice Corsini. Che aggiunge: «L’intervento prevede di togliere lo strato di asfalto esistente, scarificare e rifare il sottofondo stradale. Il nuovo manto prevede che l’asfalto tolto venga macinato e miscelato con un 30% di scoperchiato di cava da mettere in opera e compattare». L’alternativa prevede la messa in opera di stabilizzato di cava al posto della miscela in asfalto.
«In entrambi i casi si viene a creare un manto stradale che è di più facile da manutenere, soprattutto perché il fondo è drenante e riduce il problema della risalita delle radici dei pini. Ci sono state delle prove nel grossetano che hanno dato una durata di circa 8 anni senza che il manto si sia scomposto. In quelle rifatte con l’asfalto dopo 2 o 3 anni il problema delle radici dei pini si ripresenta». Tra le caratteristiche messe in evidenza anche l’assenza di spolvero al passaggio dei veicoli con una sottolineatura: «Non si tratta di una strada bianca – dice l’assessore Corsini – che è difficilmente percorribile dalle bici per la presenza di pietrisco. Quella che andremo a realizzare avrà un fondo compatto». Il vantaggio è soprattutto economico: «Il costo rispetto al rifacimento di una strada con l’asfalto si abbatte del 50% e oltretutto con una garanzia di durata maggiore».
La prova sul campo sarà fatta su una via minore. Due o tre le strade candidate. «Tra queste ci sono le vie Velathri e dell’Anguilla che sono lunghe circa 200 metri», dice Corsini. Che aggiunge: «L’intervento prevede di togliere lo strato di asfalto esistente, scarificare e rifare il sottofondo stradale. Il nuovo manto prevede che l’asfalto tolto venga macinato e miscelato con un 30% di scoperchiato di cava da mettere in opera e compattare». L’alternativa prevede la messa in opera di stabilizzato di cava al posto della miscela in asfalto.
«In entrambi i casi si viene a creare un manto stradale che è di più facile da manutenere, soprattutto perché il fondo è drenante e riduce il problema della risalita delle radici dei pini. Ci sono state delle prove nel grossetano che hanno dato una durata di circa 8 anni senza che il manto si sia scomposto. In quelle rifatte con l’asfalto dopo 2 o 3 anni il problema delle radici dei pini si ripresenta». Tra le caratteristiche messe in evidenza anche l’assenza di spolvero al passaggio dei veicoli con una sottolineatura: «Non si tratta di una strada bianca – dice l’assessore Corsini – che è difficilmente percorribile dalle bici per la presenza di pietrisco. Quella che andremo a realizzare avrà un fondo compatto». Il vantaggio è soprattutto economico: «Il costo rispetto al rifacimento di una strada con l’asfalto si abbatte del 50% e oltretutto con una garanzia di durata maggiore».
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