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Accordo sulle aree a terra firmato il preliminare
di Manolo Morandini
Una cordata internazionale per realizzare un albergo e una cittadella del lusso Matteoli: «Abbiamo una nuova prospettiva per completare la parte a mare»
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CECINA. Sulla terraferma si costruisce il futuro della nautica da diporto a Cecina. La trattativa della Porto Spa con il gruppo di investitori russi, americani e italiani segna una prima svolta in positivo. C’è la firma del contratto preliminare di vendita del comparto immobiliare. A sottoscriverlo il 31 marzo sono il presidente Giuliano Matteoli e in rappresentanza degli investitori Jones George Miles, amministratore del gruppo Griffin Partners Ltd che ha sede a Mosca e conta un valore stimato degli assets gestiti di 490 miliardi di euro. «Il passaggio interessa il comparto immobiliare mentre per la parte a mare resta in capo alla Porto Spa e alla sua compagine di azionariato diffuso – afferma il presidente Matteoli –. Il preliminare è vincolato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni urbanistiche. A quel punto verrà sottoscritto il contratto definitivo. Il termine previsto è di un anno, a marzo 2018, ma c’è la speranza di poter fare prima».
Passa da qui, dopo mesi di trattative e di stallo dei lavori, la possibilità di far uscire dalle secche finanziarie il cantiere del porto turistico alla foce del fiume Cecina. La soluzione aveva incassato il voto all’unanimità dei soci nell’assemblea del 18 settembre scorso, ma la messa a punto del contratto ha richiesto mesi di lavoro. Un anno di tempo e la garanzia a cauzione di un milione di euro presso un istituto di credito svizzero per arrivare alla firma del contratto di cessione del comparto immobiliare su cui la cordata di investitori punta a dare corpo a un albergo 5 stelle superior con un altrettanto lussuoso centro benessere e una quindicina di chalet da edificare in bioedilizia. Una capacità ricettiva nell’ordine dei 200 posti letto, destinata ad accogliere una clientela di alto profilo. Il tutto rimodulando la capacità edificatoria già concessa dal Comune di Cecina a fronte di un investimento nell’ordine dei 120 milioni di euro.
«Non sono previsti cambi di destinazione d’uso ma saranno necessari alcuni adeguamenti architettonici, anche nella distribuzione dei volumi, e modifiche alla viabilità per cui è necessaria l’autorizzazione urbanistica – dice Matteoli –. Condizioni che una volta risolte consentiranno di andare alla firma del contratto definitivo». Dell’accordo fanno parte anche i diritti a costruire e gestire la parte commerciale. Nel lotto immobiliare insistono previsioni per circa 50 unità residenziali, 35 esercizi commerciali, una struttura ricettiva da 90 camere, con centro benessere (da 1.000 mq) e sala convegni da 450 posti.
La Porto Spa cede le aree e gli acquirenti, invece di pagare in denaro, s’impegnano a farsi carico di una serie di opere. Quelle della convenzione previste in chiave sicurezza idraulica: l’argine in destra del fiume, dal ponte di via Volterra all’altezza della caserma Villa Ginori, e il nuovo ponte sul fiume. Nel conto anche il restante tratto di argine dal ponte di Marina a quello della ferrovia che è previsto a scomputo del valore dei terreni che il Comune ha ceduto alla Porto Spa.
«Adesso abbiamo una nuova prospettiva e su questa elaboriamo un piano finanziario da presentare alle banche, tenuto conto che le nostre necessità finanziarie si sono ridotte di 15 milioni di euro, il valore delle opere in convenzione – conclude il presidente Matteoli –. Il fatto che sia intervenuta una compagine russo americana contribuisce a dare un rinnovato appeal a tutta l’operazione».
Passa da qui, dopo mesi di trattative e di stallo dei lavori, la possibilità di far uscire dalle secche finanziarie il cantiere del porto turistico alla foce del fiume Cecina. La soluzione aveva incassato il voto all’unanimità dei soci nell’assemblea del 18 settembre scorso, ma la messa a punto del contratto ha richiesto mesi di lavoro. Un anno di tempo e la garanzia a cauzione di un milione di euro presso un istituto di credito svizzero per arrivare alla firma del contratto di cessione del comparto immobiliare su cui la cordata di investitori punta a dare corpo a un albergo 5 stelle superior con un altrettanto lussuoso centro benessere e una quindicina di chalet da edificare in bioedilizia. Una capacità ricettiva nell’ordine dei 200 posti letto, destinata ad accogliere una clientela di alto profilo. Il tutto rimodulando la capacità edificatoria già concessa dal Comune di Cecina a fronte di un investimento nell’ordine dei 120 milioni di euro.
«Non sono previsti cambi di destinazione d’uso ma saranno necessari alcuni adeguamenti architettonici, anche nella distribuzione dei volumi, e modifiche alla viabilità per cui è necessaria l’autorizzazione urbanistica – dice Matteoli –. Condizioni che una volta risolte consentiranno di andare alla firma del contratto definitivo». Dell’accordo fanno parte anche i diritti a costruire e gestire la parte commerciale. Nel lotto immobiliare insistono previsioni per circa 50 unità residenziali, 35 esercizi commerciali, una struttura ricettiva da 90 camere, con centro benessere (da 1.000 mq) e sala convegni da 450 posti.
La Porto Spa cede le aree e gli acquirenti, invece di pagare in denaro, s’impegnano a farsi carico di una serie di opere. Quelle della convenzione previste in chiave sicurezza idraulica: l’argine in destra del fiume, dal ponte di via Volterra all’altezza della caserma Villa Ginori, e il nuovo ponte sul fiume. Nel conto anche il restante tratto di argine dal ponte di Marina a quello della ferrovia che è previsto a scomputo del valore dei terreni che il Comune ha ceduto alla Porto Spa.
«Adesso abbiamo una nuova prospettiva e su questa elaboriamo un piano finanziario da presentare alle banche, tenuto conto che le nostre necessità finanziarie si sono ridotte di 15 milioni di euro, il valore delle opere in convenzione – conclude il presidente Matteoli –. Il fatto che sia intervenuta una compagine russo americana contribuisce a dare un rinnovato appeal a tutta l’operazione».
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