Il presidio
Università e soci privati rinnovano il Consorzio
Il ruolo dei Comuni resta in sospeso in attesa di far luce sulla riforma Madia L’assemblea approva il bilancio e torna a chiedere chiarezza alla parte pubblica
CECINA. C’è una nuova scadenza da segnare in calendario per chi è interessato al Polo tecnologico Magona. È il 31 dicembre 2017. Il 21 marzo scorso il Consorzio, dopo 20 anni di attività, è stato prorogato per altri dieci anni. Ma sarà a fine anno che si deciderà quale potrà essere il ruolo dei soci pubblici, i Comuni di Cecina e Rosignano Marittimo in particolare, mentre la Provincia di Livorno è prossima all’uscita. Il tutto emerge dall’assemblea in cui sono stati approvati i bilanci 2016 e quello di previsione 2017 del Polo.
«La proroga di 10 anni del Consorzio è un segnale in positivo anche per i dieci dipendenti al di là di quella che potrà essere la futura compagine sociale». È quanto afferma il presidente del Polo Magona Alberto Niccolini, riconfermato con tutta la squadra fino al 31 dicembre nell’assemblea che si è tenuta il 21 marzo. Lo stesso giorno a seguire si è tenuta l’assemblea straordinaria a cui hanno preso parte solo l’Università di Pisa, con il prorettore Marco Raugi, ed i soci privati. Ed è in questa sede che è stato rinnovato il Consorzio. Assenti il Comune di Rosignano e la Provincia di Livorno. Per Cecina ha presenziato l’assessore al Bilancio Federico Cartei, ma solo nella seduta di approvazione dei bilanci. «Risultati positivi e un riscontro importante in termini di commesse a cui guardiamo con interesse e favore – dice Cartei –. Sul futuro ruolo del Comune si tratta di far piena luce su quanto dispone la legge Madia di riordino delle partecipate, che è stata prorogata al 30 settembre». Intanto Cecina ha prorogato la convenzione per l’uso degli immobili fino al 31 dicembre di quest’anno, che scadeva il 31 marzo. Ma resta l’incognita della quota del 20% di proprietà che fa capo alla Provincia a fronte di un patrimonio immobiliare che ad oggi è indiviso.
I privati hanno partecipato in massa all’assemblea 15 su 16, in parte per delega. E viene da loro la richiesta di un incontro a breve con i soci pubblici. Quali intenzioni avete sul Polo? Lo chiedono per un’esigenza di chiarezza. E poco incidono le implicazioni della legge Madia. Del resto, a sciogliere le riserve per prima è stata l’Università di Pisa che in una nota interpretativa della riforma delle partecipate indica che la tipologia del consorzio non rientra tra quelle oggetto della legge. «In portafoglio abbiamo già commesse che assicurano al 30 marzo una copertura del 70% dei costi stimati per l’intero anno, circa 779.000 euro – afferma Niccolini –. Considerando le offerte in corso di valutazione da parte dei committenti, con una stima prudenziale, abbiamo un ulteriore valore della produzione di 236.000 euro che consentirà di raggiungere un leggero avanzo. I 2016 è stato un anno di sostanziale tenuta che nel contesto generale va valutato positivamente».
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