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Valori contro la nomenclatura Battini respinge le pressioni

CECINA. Si avvicina il voto al circolo Pd di San Pietro in Palazzi, la sera del 31 marzo. Ma ad animare il confronto in casa del partito cecinese resta il risultato del circolo Guido Rossa dove dalle...

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CECINA. Si avvicina il voto al circolo Pd di San Pietro in Palazzi, la sera del 31 marzo. Ma ad animare il confronto in casa del partito cecinese resta il risultato del circolo Guido Rossa dove dalle urne il 24 marzo è uscito un inaspettato risultato per quella che il presidente del consiglio comunale Luigi Valori definisce la «nomenclatura locale». Il 57,39% degli iscritti ha votato a sostegno della candidatura a segretario di Matteo Renzi e il 41,74% per Andrea Orlando. La vera partita sarà in occasione delle primarie il 30 aprile ma è certo che il dato ha dato più di un segnale.

«Tutta la nomenclatura del Pd cecinese schierata con Andrea Orlando, gli ultimi tre sindaci di Cecina Paolo Pacini, Stefano Benedetti e Samuele Lippi – afferma Valori sulla sua pagina facebook –. Quest’ultimo che alla fine vira, dopo l’inaspettata sconfitta alla Guido Rossa, dicendo che la sua è una posizione intermedia». E prosegue: «La veirità è una sola: il nuovo Pd è qualcosa di diverso da Ds più Margerita e le filiere di una volta sono finite! Il mondo, la società e soprattutto la gente si evolvono». Del comitato pro Renzi da sempre una delle anime più attive Valori rivendica la scelta «di mettere capolista una giovane ragazza ventenne, Rossella Novelli, i militanti hanno colto il messaggio».

Il caso Battini. A distanza il consigliere comunale Edoardo Battini interviene sul suo ruolo di presidente della 2ª Commissione consiliare. Spesso tenuto lontano da Cecina per motivi di lavoro, è assistente di volo per la compagnia aerea Ryanair, il 24 marzo ha lasciato la segreteria del circolo Guido Rossa. Ma sul tavolo c’è anche la sua presidenza della commissione che si occupa di urbanistica.

«Nel contesto in cui ci troviamo credo che si debba garantire la possibilità di lavorare o studiare all’estero e occuparsi al meglio delle proprie possibilità della gestione politico amministrativa del proprio territorio, soprattutto dopo averne ricevuto mandato dagli elettori – dice Edoardo Battini –. Rivendico questa possibilità, rigetto con forza le richieste e le pressioni che sto ricevendo volte a dimettermi, non mollo. Massimizzerò gli sforzi ma non cedo a certe facili strumentalizzazioni. Se ce la farò o meno non lo so, ma penso che, da giovane europeo nel 2017, questa sia una battaglia che devo fare mia». (m.m.)

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