Marchi, medico doc «Gli anni al classico così preziosi per me»
Al De Filippo il riconoscimento al noto gastroenterologo E Cianchi vigile amante della storia riceve l’Omino di Ferro
CECINA. Complimenti, dice il vicesindaco Giovanni Salvini stringendo la mano al professor Santino Marchi, direttore dell'unità operativa complessa di gastroenterologia all'ospedale di Pisa. Lunedì sera, il teatro Eduardo De Filippo era pieno, perché il Premio Cecina è un capitolo di storia della città che il protagonista di questa storia ha contribuito a scrivere studiando al liceo classico da buon cecinese e laureandosi con il massimo dei voti in medicina, prima di formare la famiglia e iniziare la carriera, sviluppata con la ricerca, le pubblicazioni e l'insegnamento.
«Sono commosso: sebbene risieda a Castagneto - ha detto Marchi - a Cecina sono cresciuto e mi sono formato, trovando punti di riferimento e amicizie. Non dimenticherò mai l'esperienza del circolo culturale classico fatta alle superiori e nemmeno i mille ricordi che mi hanno accompagnato da studente».
Classe 1951, il professore è salito sul palco dove don Marco Fabbri, insieme ai presentatori Silvia Simoni e Giovanni Boni, si è congratulato. Presidente regionale della Società italiana di Gastroenterologia e endoscopia fino al 2014, ha formato generazioni di studenti. L'altro prestigioso riconoscimento che caratterizza la serata, l'Omino di Ferro, è stato consegnato all'agente della polizia municipale Corrado Cianchi, uomo di grande buonsenso e umanità oltre che appassionato di storia. Cianchi ha consegnato al comandante dei vigili urbani Armando Ore la daga, ossia la sciabola della guardia municipale del Fitto di Cecina, non prima di averla restaurata e averne descritto le origini. Chiusa in una teca in legno foderata di rosso e blu, è uno dei simboli della nostra città. Emozionato e soddisfatto, il vigile è stato applaudito a lungo. Durante la serata, promossa dall'amministrazione comunale, si sono esibite la filarmonica Mascagni, il coro dell'Unitrè e il tenore Massimo Gentili.
Michele Falorni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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