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Arpat: «Pellets di polietilene in spiaggia»
Indagine sull’inquinamento: verosimile che sia uno scarto di Ineos ma non di recente produzione
ROSIGNANO. «Il caso dei granuli ritrovati alle Spiagge Bianche in località Lillatro è all'attenzione di Arpat fin da martedì 14 marzo quando, a seguito di una segnalazione di un cittadino, gli operatori del Dipartimento di Livorno hanno effettuato un primo sopralluogo lungo la spiaggia e alla foce del Fosso Bianco con un campionamento di granuli presenti sulla sabbia». Lo sostiene l’agenzia regionale per l’Ambiente che però non rivela niente di nuovo da quanto già assodato. Ovvero, che si tratta di “pellets di polietilene del tipo Hdpe o Lldpe di produzione non recente, in quanto molto degradato sulla superficie ed anche in minore entità all'interno”. Arpat aggiunge: «Questo tipologia di polimero, costituente di manufatti anche di uso comune tra cui tappi per bottiglie di acqua e contenitori per alimenti, può usualmente contenere soltanto piccole percentuali (0,2-0,3 %) di sostanze antiossidanti di scarsa rilevanza ambientale». Da dove viene? Anche qui Arpat non giunge a conclusione certa ma avverte: «All'interno del polo produttivo è presente la soc. Ineos Manufacturing Italia SpA, autorizzata con autorizzazione integrata ambientale che produce polietilene ad alta densità, principalmente sotto forma di pellet, la cui natura è verosimilmente riconducibile ai granuli rilevati sulla spiaggia».
Mercoledi 15 marzo i tecnici del Dipartimento di Livorno hanno effettuato un sopralluogo presso la ditta Ineos per valutare lo stato dei luoghi all'interno dell'insediamento, per verificare la funzionalità dell'impianto di trattamento degli effluenti liquidi. Arpat ha fattoun’ ispezione alla foce del Fosso Bianco dove è ubicato il tubo di scarico della Ineos; ispezione punti di scarico ufficiali finali e parziali della Società;verifica documentale in merito al fenomeno segnalato; esecuzione di rilievi fotografici.Dal sopralluogo è emerso che “a presenza dei granuli era in minima parte ancora visibile ma non si sono rilevati, al momento del sopralluogo, in zone di pertinenza aziendali, materiali riconducibili al fenomeno segnalato”, dice Arpat. Che ha chesto ad Ineos (che ha porlato di 300 chili di polietilene in spiaggia)produrre entro 10 giorni una serie di documenti tra cui i dati analitici sui campioni eseguiti. L’ultimo sopralluogo di Arpat del 16 marzo ha dato esiti negativi.
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