Il Tirreno

«Così insegno il tennis a ciechi e ipovedenti»

«Così insegno il tennis a ciechi e ipovedenti»

Il maestro Fit e Uisp Francesco Mori ha partecipato ad un corso a Calenzano Servono strutture ed attrezzature specifiche. «Uno sponsor e si farà anche a Cecina»

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Maestro di tennis Fit e Uisp, Francesco Mori ha partecipato come relatore nei giorni scorsi al convegno nazionale di Calenzano. Davanti a circa 300 persone tra addetti ai lavori e ospiti, ha approfondito un argomento non comune: i corsi per ciechi e ipovedenti. Il tecnico ha acquisito la qualifica dell'Unione italiana sport per tutti raccontando la propria esperienza, che l'anno passato l'ha visto insegnare sulla terra rossa del Dopolavoro ferroviario in viale fratelli Rosselli e da qualche mese al circolo Mantoflex di via Aldo Moro, a pochi passi dalla piscina comunale. Insieme al collega Stefano Zambelli di Cortina d'Ampezzo, Mori certifica in via ufficiale l'attestato a chi completa la specializzazione, promuovendo così un aspetto meno conosciuto dell'attività. L'idea, spiega il maestro di Rosignano ormai cecinese, è promuovere nel tempo una giornata itinerante per ciechi e ipovedenti sia in regione che fuori, affinché altra cultura sportiva si diffonda tra le migliaia di giocatori e appassionati della racchetta.

In Italia esistono alcune pubblicazioni in materia, che Mori vorrebbe aggiornare approfondendo le regole collegate alle dimensioni del campo - ridotte rispetto a quelle ufficiali - alla parte tecnica e all'aspetto sociale. Questo per dare uniformità alla disciplina e renderla più accessibile. Le palline, per esempio, sono di gommapiuma e suonano sia in volo sia al momento in cui toccano la superficie. Inoltre, i giocatori hanno a disposizione tre rimbalzi (i ciechi, gli ipovedenti due) prima di colpirle. Al contrario della partita tradizionale dove ne è previsto solo uno. Ogni gara si gioca al meglio dei due set su tre, e sono previsti incontri di singolo, doppio e doppio misto. Anche il campo è ridotto. Inoltre, e non tutti lo sanno, non è semplice trovare le palle adatte per svolgere le lezioni. Il maestro è già alla ricerca di una ditta italiana. Inutile precisare che all'estero sono più avanti di noi. Ad aprire la strada è stato il Giappone negli anni 80, seguito da altre nazioni sensibili al tema. A luglio, Londra ospiterà il primo torneo per nazionali. La speranza è che possa partecipare anche l'Italia, dove però mancano scuole itineranti e soprattutto mentalità. Il maestro ha tenuto lezioni pure a Milano e ora vuole ricominciare al Mantoflex, utilizzando le diverse superfici - in terra rossa e in sintetico - e il Ristomeeting caffetteria per le riunioni insieme al direttore della scuola tennis Matteo Aprile, all'istruttrice Ester Vicari e al preparatore atletico Massimo Falleni. Mori, a Calenzano, si è infine speso con la Fit e l'Uisp perché un giorno la specializzazione venga inclusa nel percorso formativo dei futuri tecnici.

Michele Falorni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani