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Guerra alla cava chiesti 40.000 euro per un volantino
GUARDISTALLO. «Non ci faremo mettere il bavaglio sulla bocca da nessuno. Andiamo avanti per la nostra strada a testa alta, continuando come sempre a stare dalla parte dei cittadini». È un fiume in...
GUARDISTALLO. «Non ci faremo mettere il bavaglio sulla bocca da nessuno. Andiamo avanti per la nostra strada a testa alta, continuando come sempre a stare dalla parte dei cittadini». È un fiume in piena Monia Neri, la presidente del comitato Insieme per Guardistallo che nei giorni scorsi, assieme ad altri quattro dei sette componenti totali del direttivo, si è vista recapitare presso la propria abitazione una richiesta di risarcimento danni di 40.000 euro. Lettera che di fatto ha dato il via ad una battaglia legale con tre ex amministratori Democratici: gli ex sindaci Mauro Gruppelli e Giuseppe Agostini e l’attuale capogruppo di minoranza Rita Pampana. Tutti e tre ritratti su un volantino satirico fatto girare dal comitato per le vie di Guardistallo e sui social network per carnevale.
Un volantino satirico realizzato «per dire a tutti gli amministratori, visto che nessuno in paese vuole la cava di Montermoli, di smettere di litigare e di fare quindi la volontà della popolazione», puntualizza Neri.
All’origine dello scontro la scelta di ritrarre Giuseppe Agostini nei panni di un direttore d’orchestra. E Gruppelli e Pampana, invece, rappresentati come burattini, quindi, al cospetto del “vero ed ormai unico pianista del gruppo”. Una trovata che non è riuscita nel suo intento di satira ma che ha innescato il fuoco alle polveri semmai ce ne fosse stato bisogno.
Uno scontro davanti al quale il comitato Insieme per Guardistallo ha deciso di non indietreggiare. «Questa sera alle ore 21 presso la sala del consiglio comunale – afferma Monia Neri – faremo un’assemblea pubblica per spiegare a tutti l’intera vicenda. Partita con un volantino progettato in modo simpatico e culminata con una richiesta danni di 40.000 euro da parte di persone che sostengono di essere democratiche. Che mi hanno bloccata sui social e che ci hanno chiesto, tramite l’avvocato Lorenzo Agostini, che è il figlio di Giuseppe Agostini, di tappezzare il paese entro tre giorni con le nostre scuse per la satira».
Rischiesta di scuse che «dovevamo, secondo loro – prosegue la presidente del comitato –, rivolgere anche sul giornale. Oltre a rimuovere il post dalla nostra pagina Facebook. E quest’ultima è l’unica delle condizioni che abbiamo da subito eseguito. Per il resto ci siamo rivolti anche noi ad un legale».
La presidente del comitato Insieme per Guardistallo non ha dubbi: «Vorrebbero farci stare zitti mentre sono stati proprio loro, in passato, a fare veri e propri attacchi». E conclude: «Ora andremo davanti a un giudice. Nel frattempo continuiamo nella nostra attività apartitica. A portare avanti le nostre battaglie come abbiamo fatto, per esempio, per le Poste o per chiedere maggiore sicurezza stradale. Per il bene di Guardistallo e dei suoi cittadini, che non vogliono la cava di Montermoli».
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