Il Tirreno

Acqua, la Regione striglia Ait e Asa

di Andrea Rocchi
Acqua, la Regione striglia Ait e Asa

Subito un piano per ridurre i prelievi, salvaguardare la falda della Steccaia, ricavare 3 milioni di mc potabili e nuovi pozzi

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CECINA. Acqua, arriva la strigliata della Regione Toscana. In sostanza si ordina all'Ait (Autorità Idrica Toscana) e al gestore del servizio sul nostro territorio - Asa Spa -, di predisporre subito (entro 30 giorni dal provvedimento) un programma di interventi per migliorare il sistema e la tenuta dell'acquedotto dell'area compresa tra Rosignano e Bibbona. L'occhio della Regione, tuttavia, è posato essenzialmente sulle falde di Cecina e Montescudaio. E' qui, notoriamente, che ci sono i maggiori problemi. A Cecina, in particolare, dove ci cono pozzi inutilizzabili perché inquinati da trielina, altri a "scartamento ridotto". Sono 16 quelli monitorati per la contaminazione di tetracloroetilene (Pce) e tricloroetilene (Tce). E l'inquinamento è ancora ai livelli di guardia nell'area di Poggio Gagliardo e nella piana di Cecina come emerge dall'ultima riunione del Comitato tecnico previsto dall'Accordo di programma per l'attuazione degli interventi urgenti per la bonifica della falda acquifera. Tanto che, secondo le ultime notizie, la bonifica dovrà continuare per altri due anni.

Nel frattempo, però, occorre intervenire. Perché il rischio che venga minacciata anche l'unica falda acquifera ricca, e soprattutto buona, del territorio è assai forte. Parliamo dei Gorili della Steccaia.

La giunta regionale, con la delibera 40 del 24 gennaio scorso a firma dell'assessore all'Ambiente Federica Fratoni, individua gli indirizzi per "la tutela quantitativa e l'ottimale gestione delle risorse idriche della Val di Cecina e della fascia costiera tra Rosignano e Bibbona". Visto che il piano di tutela delle acque è in corso di aggiornamento, ai sensi dell'articolo 121 del decreto legislativo 152/06, la Regione può adottare dove necessario "specifiche misure di salvaguardia finalizzate alla tutela quantitativa della risorsa". Così, avendo individuo nel corpo idrico costiero tra il Fine e il Cecina, situazioni di criticità, la giunta regionale ha sollecitato interventi che tengano conto del consumo umano prioritario per gli acquiferi strategici, di aumentare la disponibilità delle risorse idriche a fini idropotabili mediante atti di pianificazione, razionalizzare i prelievi dall'acquifero di subalveo del fiume Cecina e impedire la riduzione dell'alveo del Cecina anche attraverso una riduzione dei prelievi per evitare "fenomeni di ingressione di acque di qualità scadente" all'interno dell'acquifero della Steccaia.

Cosa prevede la delibera regionale? Un insieme di interventi strutturali per "sviluppare la derivazione (per un totale di 3 milioni di mc l'anno) per fini esclusivamente idropotabili dell'acquifero M con particolare riferimento alle risorse dei Gorili-Steccaia". L'individuazione di altre fonti di approvvigionamento per l'acquedotto di Cecina riducendo, fino a completa rinuncia, l'approvvigionamento dal campo pozzi interessato da contaminazione. Simili interventi sono da programmare anche per i comuni di Pomarance e Volterra già previste con la realizzazione dell'invaso di Puretta che non si farà.

Proprio dall'operazione Puretta arriveranno i soldi per questi interventi. Si tratta di 4,65 milioni di euro che la società Solvay - in attuazione della prescrizione 1.7 del procedimento di Via del 2004 - doveva investire nell'invaso e che ora finiranno nel piano per l'area cecinese.

Ait, col supporto di Asa spa, deve entro 30 giorni presentare un cronoprogramma per gli interventi. Le concessioni rilasciate saranno solo per uso idropotabile. Viene istituito un tavolo permanente costituito dai rappresentanti della Direzione regionale Ambiente ed Energia, della Direzione Difesa del suolo, di Ait e di Asa Spa.

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