Il Tirreno

Un’Arena al Fitto Vecchio per far risorgere la cultura

di ILIO NENCINI (*)
Un’Arena al Fitto Vecchio per far risorgere la cultura

Lo studioso del territorio Ilio Nencini rievoca i 150 anni di storia teatrale a Cecina e propone: nel Piu il Comune utilizzi quell’area per eliminare il degrado

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di ILIO NENCINI (*)

Alla città di Cecina non è mai stato sufficiente un solo teatro, da quando, nel 1867, si diede il via agli spettacoli educativi del Teatro Aulo Cecina, collocato sulla via Emilia presso il Bottegone. All'inizio fu il maestro comunale Ferruccio Poli a promuovere l'Arena estiva Felice Cavallotti, nel giugno 1886, nel terreno contiguo sul retro dell'abitato. Nonostante al maestro fosse riconosciuta una buona condotta morale, la sua appartenenza al Partito Repubblicano gli fu di ostacolo per dare continuità alle rappresentazioni drammatiche e musicali, date le dimostrazioni contrarie all'ordinamento monarchico. Nuove opportunità, si manifestarono con l'Arena istituita dal commerciante di scarpe Vittorio Chiavacci, e sotto l'influenza del nuovo Teatro della Società Operaia, la cui vita associativa doveva affermare il concetto di solidarietà e spettacolo, con la nuova sede dal dicembre 1898 posta in angolo del vicolo Bargilli e di fronte al nuovo edificio delle scuole elementari. Durante il ventennio fascista, sotto l'egida dell'Ordine Nazionale Dopolavoro, e con il nuovo Teatro Tirreno attivo fin dal 1930, le rappresentazioni estive mutarono completamente e avvenivano tramite una capillare propaganda in ogni regione. A Cecina fece sosta il Carro di Tespi Toscano, che per mezzo di una struttura trasportata da camion viandante nel momento dell'apertura formava un palcoscenico, che veniva circondato da sedie per il pubblico: vi giunse l'8 agosto 1939 con la commedia di Carlo Goldoni in 3 atti "Le smanie per la villeggiatura", rappresentata nella piazza Carducci. Tuttavia, nello sviluppo del dopoguerra, il programma per gli spettacoli estivi fu nuovamente riorganizzato con il progetto del Dopolavoro Ferroviario, che prevedeva a Cecina un vasto impianto sportivo e culturale, trasformando gli orti concessi ai ferrovieri e adiacenti alla stazione. Con i lavori iniziati dal marzo 1956, e da completare in 3 anni, fu realizzato anche un moderno teatro all'aperto con palcoscenico mobile per rendere il locale multifunzionale, essendo di notevole capienza (il Giardino dei Tigli). Anche il sindaco Osvaldo Giovannelli nel 1965, promulgò l'idea di un grande teatro con 1000 posti, che mancava alla città, facendo partecipi un concorso di privati e una società per azioni. L'obbiettivo fu raggiunto nel luglio, a Cecina Mare, con la nascita dell'arena estiva del nuovo Complesso turistico comunale. Finalmente, nel 1982, la fondazione del nuovo Teatro De Filippo, trasformando l'Aula magna del Villaggio scolastico, costituì l'elemento propulsivo della nuova storia teatrale di Cecina, collegata alla riqualificazione urbana, con funzioni polivalenti conquistate dalle piazze: il ritorno alla teatralità, e agli spettacoli musicali organizzati negli spazi urbani, promossero la partecipazione del pubblico a un legame più coinvolgente con la città. Ancora oggi simili intuizioni si appagano di un nuovo contesto di rapporti urbani tra "centro e periferie", con il Piano di integrazione urbana (PIU) dell'Amministrazione comunale, facendo così riemergere la valorizzazione di quelle potenzialità rimaste quasi mute. Una di queste riguarda lo stato di abbandono del primitivo Borgo di Cecina, dove nel 1595 fu costruito il Castello dei Medici (Il Fitto) demolito il 4 marzo 1964, diventato un rudere dopo 20 anni dai bombardamenti, che lo avevano gravemente danneggiato. Il perimetro esistente, delimitato da muretto rialzato per un'area di circa mq. 500 e destinato a giardino pubblico, è tuttora sconosciuto ai cecinesi, come la veduta paesaggistica più suggestiva, che offre quel punto della città, sul fiume: mentre potrebbe ritrovare la sua migliore soluzione in una Arena teatrale conveniente ad educare attraverso il palcoscenico, fin dalle prime classi scolastiche, facendosi promotrice di attivare un'area rimasta oltremodo periferica: dando così un forte significato alla storia, alla cultura e alle risorse ambientali, nell'anno della ricorrenza del 150° del primo Teatro di Cecina (l867 - 2017).

(*studioso del territorio)

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