Il presidio
«Da noi troppi morti» L’Ona scrive al sindaco
L’avvocato Bonanni: «Rosignano ai vertici nazionali per affetti da mesotelioma» Sollecitati due registri sui tumori e chiesto a Franchi un impegno con l’Asl
ROSIGNANO. «Nei prossimi giorni invierò una lettera al sindaco per chiedere un incontro ed una collaborazione con la nostra associazione. Se non riceveremo nessun riscontro daremo il via a forme di protesta pacifiche e non violente».
Così è intervenuto ieri mattina il presidente dell'Ona (Osservatorio nazionale amianto), l'avvocato Ezio Bonanni, durante un'assemblea che si è tenuta al centro Rodari. «Pensiamo anche a futuri scioperi della fame - ha spiegato davanti ad una platea di familiari di vittime e lavoratori esposti ad amianto - a portare avanti metodologie gandhiane dal momento che così non si può più andare avanti. Meglio morire di fame piuttosto che di tumori ai quali seguono operazioni chirurgiche altamente demolitive».
Un ultimo e disperato appello al primo cittadino Alessandro Franchi affinché si faccia portatore delle istanze dell'Ona. «Il sindaco - ha aggiunto ancora l'avvocato - non si è ancora pronunciato rispetto ai dati resi pubblici ormai da tempo dall'equipe del cardiologo Claudio Marabotti. Un quadro inquietante, di allarme obiettivo che non può essere smentito perché Rosignano, almeno per quanto riguarda il mesotelioma, è ai vertici a livello nazionale come numero di casi».
E ancora: «Faremo una mobilitazione davanti alla sede del Comune per chiedere che si assuma le proprie responsabilità. Che intraprenda iniziative a tutela della salute pubblica, tra le quali l'abbattimento dei livelli di inquinamento. Che solleciti la Asl per una quanto mai rapida sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad amianto e ad altri cancerogeni, compresi metalli pesanti».
Non solo, tra le richieste che il presidente dell'Ona metterà nei prossimi giorni nero su bianco anche la realizzazione di due registri: uno dei lavoratori esposti a fattori cancerogeni, l'altro dell'incidenza e della mortalità rispetto ai singoli tumori.
Una decisione, in pratica, quella di passare all'azione, presa dopo mesi di denunce da parte dell'associazione nei confronti «di una scarsa attenzione verso la salute pubblica da parte delle istituzioni locali».
Dopo aver pubblicato i dati di uno studio della Asl di Cecina condotto dal dottor rosignanese Claudio Marabotti che ha attestato oltre alla presenza di amianto, anche quella di metalli pesanti sia nell'aria che nelle acque. Agenti che causano malattie tumorali ma anche altre patologie a carico dell'apparato cardiaco e vascolare, ictus ed Alzheimer. Un'indagine che ha dimostrato come la mortalità, da Livorno a Piombino (isola d'Elba compresa) sia superiore rispetto alle attese in modo non imputabile al caso.
Solo a Rosignano, dal 2001 al 2010, di ben 250 decessi in più rispetto a quanto era previsto secondo le stime.
«A Rosignano - ha quindi concluso l'avvocato Ezio Bonanni - e nelle cittadine limitrofe si stanno avverando le previsioni dell'Ona, con una conta micidiale di morti e con molte persone che ci hanno lasciato rispetto alle precedenti assemblee.
Numerosi nuovi casi di asbestosi, tumori polmonari e mesoteliomi. Una triste casistica di fronte alla quale non possiamo che lamentare un'incapacità delle istituzioni a tutelare la salute pubblica e la sicurezza sul lavoro».
Ora la lettera al sindaco per sollecitare un impegno concreto in termini di controllo e prevenzione
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