Il Tirreno

«Volevamo fare appartamenti ma il Comune ci ha detto no»

di Alessandra Bernardeschi
«Volevamo fare appartamenti ma il Comune ci ha detto no»

La famiglia Alessandri, proprietaria dell’hotel Fiorenza oggi all’asta, accusa l’amministrazione «Non siamo noi la causa del degrado, ci eravamo già impegnati con le banche, poi lo stop»

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CASTIGLIONCELLO. «Non siamo noi la causa del degrado dell'hotel Fiorenza». La famiglia Alessandri, proprietaria di uno degli alberghi storici di Castiglioncello, tiene a chiarire i motivi per cui l'immobile è finito all'asta.

«Per precisare - dicono - la struttura è in vendita da molto prima del 2011, anno in cui l'attività ricettiva dell'hotel è stata interrotta. Abbiamo iniziato a valutare una possibile cessione da quando l'amministrazione comunale ha iniziato a negarci in ogni modo i permessi per il cambio di destinazione d'uso».

L'immobile, spiegano i proprietari, è stato acquistato nel 2002, «con l'intenzione di cambiare la destinazione d'uso per poter realizzare appartamenti - precisano - come in quegli anni altri imprenditori hanno fatto, e di questo il Comune di Rosignano aveva dato informalmente il via libera».

Una scelta, quella del cambio di destinazione d'uso perché «l'attività alberghiera- spiega la famiglia Alessandri - era divenuta sin troppo stagionale. Per fare ciò, i soci si sono dovuti impegnare con due Istituti di credito, di cui uno locale, chiedendo un importante anticipazione bancaria al fine di realizzare il proprio progetto. Improvvisamente però - dicono - l'amministrazione comunale, per ragioni e motivi a noi ignoti, ha cambiato il proprio "orientamento" negando più volte il cambio di destinazione sia come appartamenti, ma anche come altre categorie, ammettendo solo quella alberghiera».

A quel punto la proprietà ha cercato altre soluzioni come «ristrutturare l'immobile ampliando l'american bar, creando un ristorante vista mare sul tetto dell'albergo, proponendo una spa e nuovi fondi commerciali».

«Il tutto però - dicono inserendo alcuni appartamenti per poter agevolare le spese di ristrutturazione. Questi ci erano sembrati dei modi corretti per poter continuare le nostre attività commerciali già avviate e proporne di nuove per il territorio che noi tutti amiamo».

Tutti i progetti «sono stati però bocciati - dicono - o comunque nemmeno presi in considerazione perché l'amministrazione voleva solo ed esclusivamente un albergo negando qualsiasi cambio di destinazione a noi ed a tutte le persone che nel corso degli anni sono state interessate concretamente ad acquistare l'immobile».

A quel punto «abbiamo deciso di non ristrutturare l'albergo perché nel corso degli anni - dice la famiglia Alessandri - il turismo è cambiato, gli ospiti cercano tranquillità, un parcheggio comodo e non alle Spianate con servizio transfer come ci era stato suggerito, e tante altri servizi che quella struttura non riesce più ad offrire. Da qui il "degrado" dell'albergo e la nostra impossibilità a fare qualcosa per salvarlo».

La proprietà afferma di aver tentato in ogni modo di sopravvivere. Ma il calo di presenze e «le ripetute negate autorizzazioni di cambio di destinazione d'uso da parte dell'amministrazione comunale con la mancata possibilità di creare redditività attraverso la ristrutturazione e la creazione di appartamenti o strutture similari, è stata senz'altro determinante in tutto il contesto. Tenere chiuso un albergo non dando i permessi per il cambio di destinazione d'uso che differenza fa da avere degli appartamenti (anche residence) completamenti rinnovati con nuove attività annesse»? chiedono i proprietari.

«La differenza la fa il tempo, ed infatti eccoci qua, ad un'asta giudiziaria." In questi ultimi anni "abbiamo comunque continuato a lavorare con amore e passione sia nell'american bar che nel ristorante per i nostri clienti ed i nostri dipendenti e soprattutto per il territorio al quale teniamo tanto che una parte della nostra famiglia ha scelto di viverci. Siamo dispiaciuti nel vederci negare in tutti questi anni la possibilità di restare al commercio, di offrire qualcosa di nuovo al turismo di questa terra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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