Il Tirreno

I giapponesi sbarcano in Solvay

Andrea Rocchi
Panoramica della Solvay
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Panoramica della Solvay

Accordo col colosso commerciale Marubeni e con Ansaldo per la nuova centrale turbogas

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ROSIGNANO. Partita a tre sull’energia nello stabilimento di Rosignano. Con Solvay ed Ansaldo entrano infatti anche i giapponesi di Marubeni, un colosso commerciale-finanziario di Tokio che parteciperà al progetto per la nuova centrale turbogas. In sostanza si uniscono le forze per il nuovo impianto con una turbina di 180 megawat e l’ammodernamento della centrale esistente per una capacità totale pari a 350 mw di energia elettrica in grado di produrre 410 tonnellate l’ora di vapore. Dell’intesa ne hanno dato notizia i tre soggetti interessati in un comunicato congiunto firmato da Solvay Energy Services, Ansaldo Energia e Marubeni Europe plc (Marubeni). I tre partners definiscono anche i contenuti dell’accordo: l’ obiettivo è “rendere l’impianto toscano più sostenibile dal punto di vista economico e ambientale grazie alle più efficienti tecnologie di produzione basate su gas naturale”. La turbina sarà realizzata da Ansaldo Energia, mentre Marubeni fornirà le risorse finanziarie.
Sull’asse Bruxelles-Genova-Tokio si aprono dunque le porte ad un investimento che è figlio di un accordo sottoscritto al Ministero dello Sviluppo Economico nel dicembre scorso fra il gruppo belga, la Regione Toscana, il Comune di Rosignano e lo stesso Mise. E che prevede agevolazioni pubbliche nei confronti dell’azienda belga per 108 milioni (10,8 l’anno) fino al 2026 a fronte di un impegno della stessa multinazionale ad investire sul sito industriale di Rosignano, a partire proprio dalle centrali energetiche, in particolare Rosen acquistata dalla stessa Solvay. Su Rosen si era parlato di un’operazione da 40 milioni fra acquisto della turbina e rifacimento dell’impianto. Come disse il direttore dello stabilimento di Rosignano, l’ingegner Davide Papavero l’efficenza della centrale sarebbe passata dal 60 al 90% attraverso un lavoro previsto in 13 mesi.
Non si era mai saputo, però, che a giocare la partita energetica sarebbero stati tre grandi gruppi con la novità dei giapponesi di Marubeni (una “sogo shosha”, società commerciale che opera anche come banca di investimento e private equity), peraltro già legati a Solvay per investimenti energetici fatti anche in Francia. Con la scadenza dei Cip 6, i certificati “elettrici”, per Solvay la questione del costo dell’energia era diventata cruciale e l’accordo al Mise è stato il grimaldello per aprire ad investimenti che la multinazionale sarebbe pronta a fare nella sodiera, con una nuova torre di raffreddamento e nel settore dell’acqua ossigenata purissima, destinata al mercato dell’elettronica, con l’avvio di una seconda linea.
Intanto l’appalto per la nuova Rosen è il primo tassello dal quale, il territorio, attende ricadute occupazionali.
 

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