Il presidio
«Rispettare le ordinanze» Lotta ai venditori abusivi
Presentata a Cecina la proposta per integrare la normativa del Codice regionale Confesercenti e Confartigianato: il fenomeno va a braccetto con la contraffazione
CECINA. L’abusivismo commerciale e l’immigrazione. Al secondo incontro dedicato alla sicurezza urbana promosso da Cecina civica, ospiti Fratelli d’Italia con due proposte in materia, la sala del Comune vecchio la sera del 23 gennaio resta vuota. Appena una trentina di persone, in buona parte con ruoli politici. Pochissimi commercianti. Chi si aspettava numeri come al sit in del 2014 a Marina di Cecina, promosso dalle associazioni di categoria, è rimasto deluso.
«Nei tomboli e sulla spiaggia la situazione è degenerata – dice Alessandro Quagliotti, che da vent’anni gestisce un punto ristoro nella pineta a Marina di Cecina –. Tra luglio e agosto sono tanti i venditori abusivi, sia italiani che stranieri. C’è perfino un venditore di bomboloni e altri che smerciano alimenti senza alcun rispetto delle norme igienico sanitarie a cui devo sottostare io che ho un’attività regolare». Che aggiunge: «Non dico che non devono starci, ma chiedo che la concorrenza sia leale, le regole devono valere per tutti».
A tirare le fila della serata è la capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani. «Il problema dei venditori abusivi periodicamente si fa più evidente. Lo si riscontra sul viale della Vittoria, ai mercati settimanali, al parcheggio dell’ospedale come in quelli dei supermercati dove ancora si usa la moneta per prendere il carrello – dice –. Il sindaco deve fare prevenzione. Le ordinanze sulla sicurezza urbana e sull’accattonaggio molesto vanno nel senso giusto ma non sappiamo quali effetti abbiano prodotto».
Il presidente provinciale di Confartigianato Marco Laurenza punta il dito «sulla troppa concorrenza sleale, anche quella che passa attraverso i progetti dei lavori socialmente utili in cui si pensa di impiegare i richiedenti asilo. L’esempio dell’iniziativa Arci di un’attività per la riparazione delle biciclette a Livorno è emblematico. Chi ha necessità di mangiare e non trova un impiego finisce per fare il lavoro a nero». Mentre il responsabile Confesercenti per l’area di Livorno Massimo Marini: «Siamo di fronte a numeri impressionanti e in crescita. L’abusivismo va a braccetto con la contraffazione che mortifica il nostro tessuto economico. Come associazione nel confronto regionale per la revisione del Codice del commercio abbiamo proposto una diversa regolamentazione delle sagre e dei mercatini di hobbisti». Interviene anche Andrea Quiriconi, che si qualifica come poliziotto in pensione: «Come mandare via chi non ha diritto di stare in Italia non lo so ma deve essere fatto».
L’ex consigliere comunale Francesco Villani ricorda una sua mozione del 2010: «Tra le pieghe dei regolamenti comunali e del Codice della navigazione c’era la possibilità di limitare il fenomeno, con autorizzazioni temporanee e tesserino di riconoscimento».
La proposta per rendere più incisivo il contrasto al commercio abusivo è sul tavolo della Regione ed è targata Fratelli d’Italia. Ad illustrarla è il dirigente provinciale del partito Massimiliano Rugo: «Gli abusivi sono registrati alla Camera di commercio e sanno che rischiano solo una sanzione amministrativa di 500 euro. Nel caso di merce contraffatta siamo su un altro piano, il reato è penale». Ed entra nel merito: «Basta modificare il Codice del commercio prevedendo che chi vende su aree pubbliche o demaniali senza licenza al primo controllo scatta la sanzione ma al secondo se non è in regola va previsto il sequestro delle attrezzature e della merce. Può essere un efficace deterrente».
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