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Le siringhe salgono a bordo la locomotiva è pericolosa
Rifiuti gettati e nascosti anche nella bocca dove un tempo si metteva il carbone Un genitore: «Ho controllato per far montare nella cabina mia figlia di 4 anni»
CECINA. Viaggio nel degrado a bordo della locomotiva. Siringhe, rifiuti e lamiere arrugginite. Dalla pesantezza del metallo alla leggerezza del colore. La locomotiva a vapore installata nel giardino del villaggio scolastico doveva rappresentare il primo segno dell’alleanza con i writers stretto dall’amministrazione comunale di Cecina. In due anni dall’intervento è all’interno della cabina che si scoprono i segni dell’inciviltà, nascosti all’interno di alcune intercapedini e nella bocca dove un tempo si metteva il carbone. Ma i pericoli sono anche altri. Lamiere ossidate. Ferri taglienti. C’è anche questo. E soprattutto alla portata di chiunque.
A segnalare il pericolo è un babbo. «Ero con mia figlia di quattro anni all’ex pista di pattinaggio a Cecina – racconta Sandro Vallini –. Lei vedendo il treno a vapore voleva salire a bordo. L’accesso alla locomotiva è aperto a tutti. Ma immaginando la situazione sono salito prima io per una verifica e come mi aspettavo c’ho trovato quattro siringhe, lacci di plastica e cucchiai con segni di bruciatura, oltre a tanti altri rifiuti».
Quella vecchia locomotiva vista da fuori è una piacevole tentazione per i bambini. C’è il fascino del treno, di immaginarsi macchinisti. Ma è un pericolo, salvo provvedimenti. Che non sono rinviabili. Chiudere i portelloni, per impedire di salire a bordo. E ancor prima ripulire quanto lasciato all’interno della cabina.
Affacciarsi dentro la cabina con impresso il colpo d’occhio dei colori a firma dell’arista Gianluca Aringhieri, un graffitista esperto, a cui l’amministrazione comunale aveva affidato l’incarico di creare l’occasione d’arte capace di trasformare la locomotiva è un colpo al cuore. L’impatto con il degrado, lo sporco e l’incuria in cui versa quella macchina che un tempo sbuffava vapore è di tutta evidenza. Anche i rovi poco alla volta stanno facendosi strada all’interno della cabina.
Un piccolo gioiello. Un’attrazione, in un contesto che dovrebbe essere uno spazio a misura di bambino che se lasciato alla mercé di chiunque e senza controlli periodici rischia di trasformarsi in un problema. Più di quanto non lo sia già diventato.
La soluzione rischia di scivolare nell’orizzonte del Progetto di innovazione urbana. Così com’è accaduto al campo da basket realizzato sull’ex pista di pattinaggio e di cui diamo conto nell’articolo a fianco. Anche l’area su cui riposa il gigante di ferro e ghisa rientra nel disegno del nuovo assetto che nei prossimi anni assumerà il Villaggio scolastico e le strutture che ne fanno parte, dal teatro alla palestra, campi da gioco e biblioteca. Insomma tutto quanto ricade tra le vie Moro, Pasubio, Vico, Corsini, Fucini e Napoli. Un’operazione da quattro milioni per ridisegnare un pezzo di città con il finanziamento a fondo perduto spuntato dal Comune di Cecina sull’asse del Por Fesr 2014-2012 della Regione Toscana che consentirà di dare sostanza al progetto.
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