Il Tirreno

Le notti della costa/8

Quelli che a teatro.. sul palco tra risate e un po' di paura

di MARIA MEINI
Il gruppo dei PanPers al De Filippo (Foto di Michele Falorni/Silvi)
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Il gruppo dei PanPers al De Filippo (Foto di Michele Falorni/Silvi)

 Viaggio nella notte del teatro De Filippo di Cecina, in compagnia del gruppo dei PanPers

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Meno tre, due, uno... Si spegne la luce in sala. Nel camerino cala improvvisamente il silenzio. Una voce dal retropalco avverte nel buio: “Pronti?!” Il tono è perentorio. Sul muro scrostato accanto al lavandino il foglio con la scaletta indica l’elenco delle canzoni e delle gag. Il primo degli attori sale i quattro gradini ripidi per irrompere sul palco. Gli altri buttano un occhio alla scaletta, si accomodano i vestiti, un respiro profondo, e si mettono in fila. “Merda, merda, merda”: è l’invocazione per farsi coraggio. Parte la musica, si accendono i riflettori: tutti in scena. Il teatro comincia a vivere la sua notte.

È la vita dello spettacolo. Abbiamo seguito una notte al comunale De Filippo di Cecina: in scena c’è il duo PanPers, i giovani cabarettisti Andrea Pisani e Luca Peracino diventati famosi in tv con “Colorado”. Insieme a loro musicisti e attori della compagnia di Paolo Ruffini, che li ha diretti anche nel loro primo film “Fuga di cervelli”. La notte comincia presto a teatro, quando ancora fuori c’è il sole. Una lunga giornata di prove che inizia nel primo pomeriggio. Si aprono le porte in via Vico. Serena Bertini, di Artimbanco, l’associazione della Scuola comunale di teatro che gestisce il De Filippo, è la padrona di casa. Il teatro è come un bambino che dorme, pronto a svegliarsi. E chiede attenzioni. Si comincia con la preparazione degli spazi, all’arrivo della compagnia. Gli attori, i fonici, i tecnici delle luci, i fotografi che seguono le prove.

Il profumo del legno arriva dalle assi consunte, è un grande classico ma è proprio così. C’è odore di legno e polvere. Fa freddo nel buio. Poi, d’improvviso, si accendono le luci, entra il gruppo. E il silenzio lascia il posto ai rumori. Gli strumenti da piazzare sul palco, gli arredi, le risate, le voci. I borsoni degli attori. Andrea e Luca si guardano intorno, una battuta pronta di Claudia Campolongo, attrice e cantante livornese. L’ex moglie di Ruffini ha l’argento vivo addosso. «Vuoi raccontare quelli della notte? Per me è perfetto: io vivo di notte. Con il mio lavoro d’attrice la vita comincia dopo mezzogiorno, la mattina dormo. Metto la sveglia all’una, non prendo mai appuntamenti prima delle tre del pomeriggio». La cena, rigorosamente dopo lo spettacolo. Le prove vanno avanti a lungo. Il gruppo è scatenato. E affiatato. Ci sono Ilaria Allegri, Ivano Vartuli in arte Beky e Michael Zuzzaro, che con Claudia Campolongo interpretano una band strampalata. Il direttore artistico della “Non c’è problema” Valerio Gronchi, Valerino, controlla gli allestimenti.

C’è aria di trasloco. Un caos ordinato che magicamente si ricompone quando iniziano le prove e tutti si posizionano sul palco. Le battute, i tempi, l’accordo delle chitarre. Il lavoro è serrato dietro al divertimento. Ma c’è spazio anche per il gioco. Come ti spezzo la tensione pre-scena? Compare un pallone e il calcio è servito. Gli attori improvvisano una veloce partita. “Dai, adesso cominciamo...” Si ride. Ma l’occhio è alle poltrone vuote, che tra poche ore si riempiranno. «La tensione? Sì, quella c’è sempre quando sali in scena - dice Andrea Pisani - ma soprattutto sono teso alla prima di un nuovo spettacolo. Poi ti “rilassi”. Resta la curiosità per il pubblico. Ogni teatro che vai, non sai che spettatori trovi. Di solito ai nostri spettacoli ci sono molti giovani. Ma non soltanto: in certi posti ci sono gli abbonati, persone di tutte le età. E così sei curioso di vedere la reazione. Già alla prima battuta capisci come ti accoglie il pubblico...»

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I camerini sono il cuore segreto della compagnia. Un rifugio a tempo. Timberland, scarpe da tennis, piumini, zaini e borsoni sono appoggiati in terra. Sulla specchiera veline, cioccolatini sparsi e bottigliette d’acqua. Flaconi di trucco e gel per capelli. Sul muro accanto al lavandino è appeso con lo scotch il foglio con la scaletta delle canzoni. “Parodie in concerto” è il primo spettacolo comico musicale dei due giovani cabarettisti. Storpiano i testi di successi musicali, italiani e internazionali, con le loro battute. Da “Guerriero” di Marco Mengoni, al nuovo tormentone di Fabio Rovazzi (quello di “Andiamo a comandare”) “Tutto molto interessante”, all’immancabile Fedez. Roba da ragazzi. Ma si divertono anche gli “over”. «Voglio vedere la faccia delle abbonate...» ride Claudia Campolongo con gli abiti di scena da donna-bambina.

Rituali scaramantici? Scuotono la testa gli attori: «No, non siamo superstiziosi». Rompe gli schemi Beky, barba nera e bicipiti tatuati, con parrucca e tubino rosso da vamp: «Mi toccano le puppe», scherza. Tutti ridono, Claudia ripassa lo slang da scolaretta. Luca è seduto composto su una panca. Concentratissimo. Andrea si passa il gel tra i capelli. «Mancano due minuti», avverte Valerino. C’è una calma apparente, quasi irreale. «Dai ragazzi, andrà tutto bene», Ilaria sbircia dal sipario verso la sala. Nel camerino arriva il brusio del pubblico che si accomoda sulle sedie. Una formula beneaugurante? “Merda, merda, merda”. Batti un cinque. Testa bassa tra le mani, respiro profondo.

Si spengono le luci: pronti, si sale sul palco. Parte Beky, poi Andrea, dopo è il turno di Ilaria e così via.I camerini si svuotano, resta il silenzio, la luce dei piccoli neon. Parafrasando Humphrey Bogart: è il teatro, bellezza.

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