Il Tirreno

Gli ambulanti: «Mai più in via XX Giugno»

Da quando, lo scorso novembre, il mercato settimanale è stato trasferito da via XX Giugno sul tratto sud dell’Aurelia non si placa la polemica. Tanti i cittadini che hanno segnalato quanto il...

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Da quando, lo scorso novembre, il mercato settimanale è stato trasferito da via XX Giugno sul tratto sud dell’Aurelia non si placa la polemica.

Tanti i cittadini che hanno segnalato quanto il trasferimento abbia comportato problemi di viabilità, dato che di fatto il centro della frazione risulta interdetto alle auto. In molti hanno inoltre fatto notare come la nuova gestione viaria legata al trasferimento degli ambulanti comporti lo spostamento, il venerdì mattina, delle fermate del trasporto pubblico in zone decentrate e quindi difficilmente raggiungibili soprattutto durante i mesi invernali.

Per non parlare di alcuni negozianti attivi in piazza Garibaldi e nel tratto nord della via Aurelia, che hanno sottolineato nei giorni scorsi come la nuova collocazione del mercato penalizzi le loro attività.

Insomma, la scelta di trasferire - anche se temporaneamente (fino a marzo) - il mercato vadese sembra non aver incontrato il favore di residenti e negozianti.

Pochi giorni fa ad esprimersi sulla vicenda sono stati gli stessi ambulanti del

mercato di Vada che si sono detti disponibili al confronto ma non a trasferire i banchi nuovamente in via XX Giugno.

A scriverlo chiaramente in una nota l'Anva Confesercenti (Associaizone nazionale commercio aree pubbliche) che per anni ha sollecitato l'amministrazione comunale a trasferire il

mercato da una zona periferica della frazione ad una più centrale. Trasferimento avvenuto sull'Aurelia a metà novembre. Gli ambulanti ricordano che il trasferimento, in via sperimentale, riguarda i cinque mesi invernali. «Siamo abituati a rispettare i problemi di tutti piccoli o grandi che siano; in questo senso - continua la nota - ci teniamo a confermare la nostra assoluta disponibilità a qualunque tipo di confronto finalizzato a porre correttivi, trovare alternative" così da venire incontro alle esigenze di tutti. Alternative «che non siano però - concludono - semplicemente il ritorno alla situazione preesistente».

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