Il presidio
«Non siamo stati informati» Polemica sul progetto Gaia
Scuola: alcuni genitori della Borsi chiedono spiegazioni sull’iniziativa C’è chi accusa: «Lavaggio di cervello». L’assessore: «Nessuna psicoterapia»
CASTAGNETO. Un progetto inserito nella programmazione didattica dell'Istituto Borsi, almeno per quanto riguarda il plesso di Castagneto Carducci, ma - a quanto pare - non autorizzato dai genitori. O forse “poco pubblicizzato”. E’ bastata un’osservazione di un genitore a scatenare un dibattito che ha visto al centro dell’attenzione il progetto denominato Gaia, un "programma di educazione alla consapevolezza globale di sé e degli altri, per la tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, con particolare attenzione ai giovani disagiati e a rischio", approvato e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e sviluppato dall'Associazione di promozione sociale Villaggio Globale di Bagni di Lucca.
All'interno secondo quanto adducono i genitori si prevedono dei colloqui individuali degli alunni con gli psicologi, un passaggio che non è molto piaciuto e che ha scatenato il confronto. In particolare si lamenta mancanza di comunicazione e dell'autorizzazione a far parlare i propri figli con tale figura professionale. Ma per il comune che ha promosso il progetto nelle scuole «non c'è nessun allarme, non si tratta di psicoterapia», chiarisce l'assessore di riferimento Katia Mottola". A sollevare il problema il genitore di un alunno, Maurizio del Giudice, che si rivolge, oltre che agli altri genitori, direttamente al sindaco e all'assessore. «Non so quanti di voi - scrive su Facebook - sanno che i nostri figli sono stati coinvolti nel progetto scolastico "Gaia". Nemmeno quante classi ma di sicuro partecipa la seconda media del plesso di Castagneto. Mi chiedo: può la scuola decidere di far partecipare i nostri figli senza l'autorizzazione o almeno senza aver coinvolto i genitori? Perché si continua a sprecare tempo e denaro in progetti di "lavaggio del cervello" invece di promuoverne altri più interessanti (oltretutto promossi dalla "Buona Scuola") e che sono propedeutici alla direzione che sta prendendo il mondo, tipo quello denominato "coding" (ha l'obiettivo di fornire alle scuole una serie di strumenti semplici, divertenti e accessibili per formare gli studenti ai concetti di base dell'informatica)». Nel dibattito intervengono altri genitori, alcuni se non sono contrari, sono un po’ scettici sugli effettvi benefici del progetto Gaia
«Tutti i progetti scolastici - spiega Mottola - fanno parte del piano dell'offerta formativa che, ogni anno, viene stilato dalla scuola, e successivamente comunicata, nei consigli di classe, agli stessi rappresentanti. Come esperta sono a conoscenza del progetto e ritengo di poter tranquillizzare le famiglie, non c'è nessuna pratica di psicoterapia: è un protocollo che può essere utilizzato dagli insegnanti stessi all'interno delle loro classi. Molti docenti hanno partecipato agli incontri di formazione che si sono tenuti a Cecina e finanziati dal ministero».
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