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Condannato per aver dato dei fannulloni a quattro operai comunali di Cecina
Cecina, due mesi di reclusione con sospensione della pena per Lorenzo Gasperini in primo grado. Il consigliere comunale e dirigente della Lega ha presentato ricorso
CECINA Il primo round si chiude con un ko. L’aver dato dei fannulloni a quattro operai comunali a Lorenzo Gasperini, consigliere comunale a Cecina e dirigente della Lega, costa una condanna a 2 mesi di reclusione, con pena sospesa, il pagamento di 250 euro a due dei quattro addetti che hanno scelto di costituirsi parte civile e il pagamento delle spese processuali. La sentenza del Tribunale di Livorno risale al 7 novembre 2016. Mentre alla fine dell’anno Gasperini ha deciso di ricorrere in appello per ribaltare l’esito del procedimento che su sua richiesta è stato celebrato con la formula del rito abbreviato, ovvero allo stato degli atti.
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Nel fascicolo un post pubblicato da Gasperini sul suo profilo facebook in occasione della campagna elettorale per le amministrative del 2014. C'è una foto in cui si vedono quattro operai comunali in prossimità dei pannelli per l’affissione dei manifesti elettorali. E nel post scrive il consigliere leghista: "Uno lavora, uno tiene il secchio, gli altri fanno pubbliche relazioni. Un corpo diplomatico in pratica". A seguire una serie di commenti che “due dei quattro operai protagonisti della foto hanno reputato offensivi e lesivi della loro dignità di lavoratori e come persone che l'autore del post oltre a non aver impedito nella sua conclusione ha confermato", dice l’avvocatessa Rosy Sergi che ha assistito i due dipendenti comunali.
Gli operai si sono sentiti additati come dei fannulloni. La situazione fermata nell'immagine al centro del processo viene collocata nel tempo dall'avvocatessa Sergi. "Si tratta di operai che dopo aver svolto il loro turno ordinario del mattino stavano concludendo lo straordinario del pomeriggio. Tra l’altro le persone ritratte sono state riconosciute, c’è chi ha detto loro: “siete venuti bene in foto”. Da qui la scelta di presentare querela, si sono trovati esposti sulla pubblica piazza".
L'origine della foto resta un mistero. Gasperini ha ammesso che gli è stata fornita ma non ha fornito altre informazioni. La discussione del ricorso non è stata ancora fissata in calendario, ma Lorenzo Gasperini si è sempre dichiarato sereno, certo di non aver commesso alcun reato di diffamazione. L’articolo alla base della sentenza di primo grado è il 595, terzo comma, del Codice penale: diffamazione a mezzo stampa.
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