Il Tirreno

Cecina e Rosignano le opposte visioni sul Polo tecnologico

di Manolo Morandini
Cecina e Rosignano le opposte visioni sul Polo tecnologico

L’ultimo strappo sul futuro del Consorzio che scade a marzo Il caso evidenziato dal consigliere d’opposizione Stefanini

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CECINA. Due visioni. Altrettanti progetti. E un nuovo passaggio che conferma uno strappo che non si è mai ricucito. Restano distanti i Comuni di Cecina e di Rosignano. Ambizioni territoriali e il solco che continua a crescere. La guerra sottotraccia si combatte sul destino del Polo tecnologico Magona. A mettere in luce il clima teso tra le due amministrazioni è il consigliere comunale d’opposizione Fabio Stefanini, capogruppo di Per Cecina, che in occasione della Prima commissione chiede al sindaco Samuele Lippi di chiarire lo stato dell’arte in merito al protocollo d’intesa con cui la Regione punta a promuovere la gestione unitaria del sistema del trasferimento tecnologico della Toscana costiera. Della partita fanno parte i consorzi Polo Magona e Pontech di Pontedera, Polo Navacchio Spa e Lucca In-Tech Srl. In calce a quel documento non c’è la firma dei Comuni di Cecina e Cascina, mentre hanno aderito le Province di Pisa e Livorno ed i Comuni di Rosignano e Pontedera. «Sembra che Cecina e Rosignano stiano prendendo strade diverse – afferma Stefanini –. Dove andrà il nostro polo che è un’eccellenza?».

Un passaggio tecnico che presta il fianco all’opposizione. Impossibile non ricordare l’empasse di giugno 2016 con le dimissioni a pochi giorni dalla nomina a presidente del consiglio di amministrazione di Sergio Costalli, manager di lungo corso e presidente uscente della Camera di commercio di Livorno. O la scelta del Comune di Rosignano di lasciare l’assemblea dei soci del Consorzio al momento dell’approvazione del bilancio consuntivo 2015 e di quello di previsione 2016.

I motivi non rilevano. Certo è che balza agli occhi la doppia firma di Alessandro Franchi, una con il cappello da presidente della Provincia e l’altra con la fascia da sindaco di Rosignano. Di sicuro la Provincia, nell’ambito del riordino istituzionale deve razionalizzazione le società partecipate, a fine 2015 ha deliberato la dismissione della propria partecipazione nel Consorzio Polo Magona. Mentre a Rosignano c’è da registrare alle Morelline la nascita dell’incubatore di impresa per start-up innovative, frutto dell’accordo fra il Comune, la Rea e il Polo tecnologico di Navacchio.

Da una parte la visione cecinese, che punta a tenere saldo il rapporto con l’Università di Pisa. Dall’altra quella targata Rosignano che vorrebbe allentare questo rapporto per orientare l’attività sul territorio. La contestazione non sarebbe tanto su quanto è stato fatto in questi anni ma su ciò che non è stato. Per chi avanza critiche il polo ha funzionato come una succursale della facoltà di Ingegneria chimica dell’Università di Pisa. E invita a guardare al personale assunto in questi anni, 11 gli addetti a tempo indeterminato, e alle collaborazioni attivate.

«L’operazione regionale non tiene conto delle peculiarità dei singoli poli - dice Lippi –. La nostra proposta di creare un gruppo tecnico per uno studio di fattibilità è stata accolta dalla Regione, ma nella delibera di giunta non l’ha recepita. Vogliamo sapere dove si va a finire, non si rischia niente nel chiedere chiarezza».

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