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«Si fanno meno figli perché i giovani vanno via»

«Si fanno meno figli perché i giovani vanno via»

Lo storico Giacomo Luppichini: più emigrati perché manca il lavoro. Il sindaco: fenomeno diffuso

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ROSIGNANO. Leggendo i dati statistici dell'anagrafe del Comune di Rosignano, il dato che balza agli occhi è senza dubbio il decremento delle nascite.

Un fenomeno che può essere collegato con il trend nazionale ma anche con la crisi occupazionale che porta sempre più giovani ad emigrare per cercare lavoro altrove e quindi a formare una famiglia lontani dal paese di origine.

«Il fenomeno - dice il sindaco Alessandro Franchi - può essere legato alla dinamica nazionale e dei Paesi più sviluppati anche se oggettivamente la crisi economica ha peggiorato la situazione. Oggi le giovani coppie hanno il problema di trovare un lavoro prima di mettere al mondo dei figli. Come amministrazione comunale abbiamo posto particolare attenzione nelle politiche educative e servizi anche a livello di compartecipazione delle spese. Ad esempio la compartecipazione del Comune per la retta degli asili è del 55,3%. Di fatto le famiglie pagano di media il restante 44,7%. La compartecipazione per le mense è del 66,5% mentre quella per il servizio scuolabus è del 91,2%. Ovviamente il pagamento della retta è legato alla situazione economica delle famiglie. Situazione data dal reddito ma anche dal patrimonio».

«Infine - dice Franchi - negli ultimi cinque anni non abbiamo aumentato alcuna retta e non abbiamo liste di attesa per gli asili nido o per le scuole d'infanzia».

Discorso più ampio quello di Giacomo Luppichini, professore in pensione e storico di Rosignano: «Sicuramente il dato delle nascite risente del trend nazionale. C'è però da dire - dice Luppichini - che il nostro territorio non offre occupazione. La fabbrica Solvay ha perso la sua centralità e offre occupazione sempre a meno persone. Il settore commerciale è in crisi da anni, soprattutto a Rosignano Solvay. I giovani trovano lavoro magari in estate e per pochi mesi; o lavori a termine che non permettono di programmare il futuro. Tutto ciò si può legare con i 650 emigrati registrati solo nel 2016».

«Storicamente - aggiunge Luppichini - emigrano i giovani e da sempre lo fanno per trovare lavoro. Ed è chiaro che, una volta trovato, formano una famiglia in un altro comune o all'estero». (al.ber.)

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