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Lutto nell’ippica, muore Giannoni

Lutto nell’ippica, muore Giannoni

Affermato artiere di 42 anni, lavorava nella scuderia Dormello Olgiata a Bolgheri

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CASTAGNETO. Mirco Giannoni se n'è andato in meno di un mese. Aveva 42 anni: si era sentito male poco prima di Natale, il 16 dicembre. Un'ecografia gli aveva diagnosticato un tumore ma l'intervento chirurgico urgente non è bastato. Venerdì sera è morto in un letto dell'ospedale di Livorno dove era stato ricoverato il giorno di Befana, dopo essere stato dimesso a San Silvestro. Con lui se ne va un pezzo importante dell'ippica livornese. «Nel suo mestiere era tra i migliori in Italia», ricordano alcuni addetti ai lavori. Una vita passata dietro le quinte, dentro le stalle, sulla sabbia delle piste d'allenamento, dall'alba al tramonto insieme ai cavalli, in un ruolo chiave per il successo di una scuderia: quello dell'artiere. Ha lavorato fino all’ultimo nella scuderia del marchese Incisa della Rocchetta nella tenuta di San Guido, a Bolgheri. O ancora il biennio passato a Newmarket, tempio inglese del galoppo, nel 2013. «Un'esperienza bellissima in cui potè mettere in luce tutto il suo valore», ricordano emozionati i figli Alessandro e Teresa insieme alla moglie Barbara.

I cavalli erano la sua passione da sempre. Mirco Giannoni l'aveva imparata bene l’arte, se è vero che tra Livorno e San Rossore ha lavorato con i migliori allevatori, allenatori e fantini d'Italia. «E' cresciuto con Claudio Colombi, Stefano Lobina e Stefano Landi, con cui era legatissimo. E' stato proprio Landi a portarlo a Bolgheri nel centro di allenamento Dormello Olgiata .I funerali stamani alle 8.30 alla camera mortuaria. Poi il feretro sarà trasportato ai Lupi per la cremazione. (g.c.)

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