Il presidio
Una nuova missione in India per Marabotti
Il cardiologo, con due ricercatori del Cnr di Pisa, studierà il rischio infarto nei bambini delle baraccopoli
ROSIGNANO. Sarà in India alla fine di gennaio il prossimo viaggio non di piacere, ma professionale del dottor Claudio Marabotti, medico cardiologo dirigente presso l'Unità Coronarica dell'ospedale di Cecina. Il dottor Marabotti è molto conosciuto e stimato oltre che per la sua alta professionalità e generosa disponibilità, anche per le appassionate e documentate battaglie civili in difesa della salute pubblica. Classe 1959, Claudio Marabotti è nato e vive a Rosignano Solvay. Ha una specializzazione in medicina subacquea e iperbarica. E' ricercatore associato dell'Istituto di fisiologia clinica al CNR di Pisa, docente di fisiopatologia cardiovascolare e master in medicina subacquea e iperbarica alla Scuola Superiore di Sant'Anna di Pisa. E' autore di oltre 120 comunicazioni a congressi scientifici nazionali e internazionali nonché di 47 lavori sulle più qualificate riviste mediche. Questo viaggio in India la cui partenza è prevista per il 21 gennaio prossimo, si concluderà il 30 dello stesso mese ed è la terza missione che lui compie in quel Paese. Altre sue partecipazioni a missioni scientifiche sono avvenute in Mar Rosso, a Cuba, in Svizzera, Portogallo, Bulgaria, Venezuela, Filippine e Spagna. Il luogo in cui si svolgerà questo nuovo progetto del dottor Marabotti si trova nel Bengala Occidentale, nella cittadina di Bolpur a circa quattro ore di distanza da Calcutta ed è la terza volta che un gruppo di ricercatori italiani si reca in quella regione per questo progetto.
Oltre a Marabotti ci saranno i dottori Alessandro Pingitore e Mirko Passera, ricercatori presso il CNR di Pisa. La ricerca nasce dall'osservazione che in India l'età in cui si verifica l'infarto è decisamente più bassa rispetto a quella degli europei e degli abitanti degli altri Paesi occidentali. La prima manifestazione avviene spesso al di sotto dei 40 anni nei maschi. Sono diverse le cause di ciò: moltissimi sono i fumatori, le città sono estremamente inquinate, il cibo di strada di tipo "americano" è sempre più diffuso. Ma c'è un'altra importante ipotesi che verrà valutata: la presenza di danni cardio-vascolari precocissimi in bambini che hanno sofferto di malnutrizione nella prima infanzia o, addirittura, durante la vita fetale. Ci sono evidenze che dimostrano come gravi privazioni nelle prime fasi della vita possano "programmare" l'organismo verso un risparmio energetico marcatissimo. In pratica, chi sopravvive alla fame nelle prime fasi della vita lo fa perché impara a consumare pochissimo. Quando questi bambini "programmati per il risparmio" vivono poi una vita senza limitazioni alimentari diventano obesi, diabetici, ipertesi e si ammalano di cuore molto prima di chi non ha avuto la stessa storia infantile o prenatale. Durante questa missione nel Bengala, i medici studieranno 150 bambini che vivono in baraccopoli confrontandoli con altrettanti di pari età che appartengono alla classe media, in modo da evidenziare i segni di questa "programmazione". I risultati saranno poi utilizzati per provvedere quindi interventi correttivi quali l'educazione alimentare e la fornitura di supplementi per ridurre le carenze nutrizionali. Questo grande progetto coinvolge l'associazione umanitaria "Bhalobasa" che ha sede a Pisa, l'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, l'ACLI Toscana, la Diocesi di Asansol ed il Ruby General Hospital di Calcutta dove lavora il dottor Khawer Siddiqui, responsabile locale del Progetto India.
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