Sconto in bolletta per non sprecare il cibo
Decisa un’agevolazione di 0,20 centesimi di euro per ogni chilo ritirato dalla vendita e donato
CECINA. Il meccanismo lo delinea la nuova legge antisprechi, la numero 166 del 2016. Il Comune può applicare un coefficiente di riduzione della tariffa sui rifiuti proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione. Ed è da qui che, in vista del prossimo bilancio, la giunta di Cecina ha scelto di agire. La decisione politica è già presa: un taglio della Tari ai virtuosi.
La nuova cornice normativa risolve una serie di problemi burocratici che non aiutavano i titolari di esercizi commerciali di generi alimentari e ortofrutta a cedere gratuitamente il cibo in eccesso. E paradossalmente, era più facile e conveniente buttare via che regalare ai bisognosi.
Lo sconto è nella misura di 0,20 centesimi di euro al chilo di merce donata fino a raggiungere una soglia di abbattimento della tariffa Tari del 5%. Per rendere operativo il meccanismo è richiesto agli esercenti e ai titolari di supermercati di stipulare un accordo con il Comune di Cecina che prevede una sorta di rendicontazione a cura sia dell’esercente che dell’associazione che ritira la merce invenduta con date e quantità della consegna. Il tutto con adempimenti che stando a quando annunciato dagli uffici di via Landi non dovrebbero rappresentare un appesantimento burocratico tale da scoraggiare l’iniziativa.
Tra l’altro all’agevolazione si lega anche la possibilità di giustificare in sede fiscale l’abbattimento dei costi sostenuti per effetto di donazioni, altrimenti risulterebbero in sede di contabilità dei mancati ricavi.
La legge a cui il Comune di Cecina ha scelto di dare gambe definisce per la prima volta nell’ordinamento italiano i termini di “eccedenza” e “spreco” alimentari, fa maggiore chiarezza tra il termine minimo di conservazione e la data di scadenza, e punta semplificare le procedure per la donazione, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. Una realtà che apre ad una platea variegata e offre diverse possibilità a quelle associazioni che gestiscono la distribuzione degli alimenti alle famiglie che si trovano in condizioni economiche disagiate. L’Auser, per esempio, ha già un’intesa con un panificio che, grazie alla nuova normativa, ha iniziato a fornire gli avanzi all’associazione. (m.m.)
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