Il presidio
Le partite dal grande cuore della Marina di 53 anni fa
Macchia, Rossetti, Carrai e tutti i protagonisti della Coppa Tito Bianchi
Giannino Di Giovanni, titolare per anni della discoteca Baba Yaga, ricorda un episodio della vecchia Marina.
di GIANNINO DI GIOVANNI
La foto risale alla notte del 15 luglio 1964 e ritrae alcuni giocatori e tifosi della squadra di Marina del Pino Solitario, che da pochi minuti aveva vinto la finale dell'importantissimo torneo notturno di calcio. Vi partecipavano infatti anche i più frequentati bar della zona e in quegli anni meravigliosi e irripetibili, certe manifestazioni erano veramente sentite e il campanilismo la faceva da padrone. Cercate quindi di immaginare cosa abbiamo provato "noi marinesi", sia quando l'arbitro ha fischiato la fine della partita ed anche i giorni successivi. Era una felicità immensa, quasi che avessimo vinto la Coppa dei campioni! E poi eravamo veramente invidiati, ancora una volta Marina aveva primeggiato in una competizione sportiva. C'erano infatti già state le vittorie nella corsa podistica della Targa Cecina, ma questa volta l'avevano fatta veramente grossa! Ho contattato alcuni giocatori che facevano parte di quella mitica squadra per avere delle informazioni utili alla realizzazione di questo racconto, ma poi ho dovuto cercare anche una fonte certa, perché a distanza di tanti anni la memoria non è più la stessa e avendo notato che alcuni racconti non coincidevano, sono andato a Livorno, a spulciare negli archivi del Tirreno!
Per me è stata veramente una grande emozione rivedere le pagine ingiallite dal tempo del "Telegrafo" (così si chiamava a quei tempi il giornale) ed ancora di più quando ho scovato gli articoli della cronaca di Cecina, che parlavano del torneo estivo di calcio. Scopro così che la manifestazione si chiamava "Coppa Tito Bianchi", che oltre al trofeo, aveva come primo premio una lambretta e che quella era la seconda edizione del torneo. Le squadre ammesse erano state 16, divise in 4 gironi ed il Pino Solitario era stato inserito nel girone D insieme a Bar Roma, La Società e Avvenire. La prima partita iniziò alle ore 21 di giovedì 11 giugno 1964 e vide di fronte le squadre del Bar Volpe e dell'ACLI Cecina (vincitrice della precedente edizione), mentre il debutto della "nostra" squadra avvenne domenica 14, contro il Bar Roma. Il passaggio ai quarti di finale fu abbastanza agevole e ci fu anche un clamoroso 7 a 3 inflitto alla compagine dell'Avvenire. Le cose però iniziarono a farsi difficili, perché l'avversario che ci trovammo di fronte ai quarti di finale, fu il Palazzi, una delle squadre favorite per la vittoria finale, che aveva in porta il mitico Enio Macchia, che in seguito gestirà il Bar Sole proprio a Marina. Il risultato alla fine dei tempi regolamentari si fermò sull'1 a 1 e per la cronaca la rete del Pino Solitario fu segnata con una bellissima punizione da Leonardo Carrai. Di questo giocatore è giusto parlare un po', perché nonostante fosse un bravissimo calciatore, richiesto da tutte le più forti squadre partecipanti (una delle quali gli aveva anche offerto 20.000 lire a partita), lui onorò la parola data a Guido Papi (titolare del Bar e "sindaco di Marina") di giocare nel Pino Solitario e come premio ebbe un paio di scarpette Adidas, con i tacchetti fusi (tuttora in suo possesso), un lusso per quei tempi. Tornando alla partita, anche alla fine dei supplementari, il risultato non cambiò e così fu anche dopo i 5 calci di rigore, che curiosamente venivano calciati soltanto da un calciatore per parte. Fu allora che l'arbitro Ziaco di Livorno, convocò a centrocampo i due capitani: per procedere al "lancio della monetina" e fu così che fortunatamente la sorte decretò la vittoria della nostra squadra, che accedeva così alla semifinale, dove avrebbe affrontato il Bar Napoli. Anche quella partita fu combattutissima, ma nonostante gli attacchi da ambedue le parti, il risultato rimase inchiodato sullo 0 a 0 anche alla fine dei tempi supplementari. Come contro il Palazzi, si procedette alla "lotteria" dei calci di rigore, ma questa volta Del Colombo, l'uomo del Pino Solitario prescelto per calciarli, ebbe la meglio sul calciatore del Bar Napoli. Incredibile ma vero! Eravamo in finale, che avremmo disputato contro la temutissima squadra del calzaturificio Florida. Una cosa che è curiosa da ricordare, è che lo stadio, non aveva i potenti riflettori di oggi, per illuminare il terreno di gioco, ma bensì una serie di file di lampade, per un totale di 60 lampadine, che attraversavano orizzontalmente il campo di calcio ed a volte poteva succedere che un rinvio del portiere, oppure un lancio troppo alto di qualche giocatore, andasse ad impattare una lampadina, spaccandola. A quel punto, il gioco veniva interrotto, per dare modo agli addetti di intervenire con un lunghissimo scaleo, per provvedere alla sostituzione del bulbo luminoso. Roba d'altri tempi, quasi da non credere, ma vi giuro che era così, perché anch'io c'ero! Per essere presenti a quelle partite io e mio fratello Gabriele, ci davamo da fare dopo le 20, per chiudere in fretta il negozio di alimentari della nostra famiglia, mangiare qualcosa al volo e recarsi di corsa a Cecina, in sella alla lambretta di babbo, per andare ad assistere in quei giorni, allo spettacolo più bello del mondo. È doveroso a questo punto ricordare che la divisa del Pino Solitario aveva la maglia rossonera ed i calzoncini bianchi e fu con questi colori che i "nostri giocatori" fecero il loro ingresso nel campo di gioco, poco prima delle ore 21 di quel mercoledì 15 luglio. La formazione era la seguente: Dini, Daddi, Cavallini, Rossi, Carrai, Vergottini, Pesci (capitano) Rossetti, Cipriani, Del Colombo, Poggetti e di fronte c'erano in tenuta biancorossa e calzoncini bianchi alcuni dei più forti giocatori dell'epoca della nostra zona. Fra tutti il più temuto era sicuramente Biasci, il regista della squadra del Cecina, che fu francobollato per tutta la partita, su direttive di Loris Rossetti (compianto capitano rossoblù, al quale è stato intitolato lo stadio di viale Marconi) dal nostro giovanissimo ma "grintoso mastino" Roberto Daddi. Gli spalti delle tribune erano affollati di gente, ma anche intorno al campo le persone erano tantissime, il tifo era alle stelle e non mancavano, senza degenerazioni, gli sfottò fra i tifosi. Nel nostro settore si distingueva "Ganascia", che incitava i giocatori "marinesi", parafrasando alcuni discorsi del Duce, roba da apologia di reato, ma tutto era concesso e nessuno si scandalizzava o protestava, anzi... Quella sera Marina era tutta dei "bagnanti", perché gli "indigeni" erano tutti allo stadio a tifare Pino Solitario, sicuramente anche molti appartenenti all'altra squadra della nostra frazione: l'Acli Marina, anch'essa partecipante al torneo ma che era stata precedentemente eliminata. Ma veniamo alla cronaca di quella benedetta partita: l'arbitro era il signor Ceselli di Livorno, che sarà premiato alla fine come miglior arbitro del torneo. L'incontro fu molto combattuto sul piano agonistico e molto interessante su quello tecnico, ma per tutto il primo tempo il risultato rimase fermo sullo 0 a 0, al 2° minuto di gioco della ripresa però Del Colombo trafisse il portiere in uscita con un tiro rasoterra, portando in vantaggio il Pino Solitario. Purtroppo però già al 6° Lemmi del Florida pareggiò i conti, freddando gli entusiasmi di noi tifosi. Si soffriva in tribuna e sul campo e dopo vari ma sterili ribaltamenti di fronte, si arrivò alla fine dei tempi regolamentari. Faceva caldo. Pochi minuti per dissetarsi, riordinare le idee, ricaricare le pile e fu ancora battaglia, ma noi avevamo l'uomo che la farà vincere quella battaglia: Giancarlo Pesci, un autentico marinese (vincitore anche del titolo di capocannoniere) che all'11° del primo tempo supplementare, segnò un goal bellissimo, con una acrobatica rovesciata, che fece esplodere di gioia tutti noi! Nei restanti 19 minuti avemmo la partita in pugno e addirittura Carrai anche se infortunato colpì un palo, ma non importava, perché come dirà nella finale di Madrid ai mondiali dell'82 il presidente Sandro Pertini: ormai non ci prendono più. Al triplice fischio, ci fu la pacifica invasione di campo, con i giocatori portati in trionfo, una festa alla quale anch'io partecipai, ma purtroppo per mio grande cruccio non sono rimasto immortalato in questa foto storica.
Oltre a vincere il torneo, il Pino Solitario fu anche premiato come la squadra composta da più cecinesi, che però erano quasi tutti di Marina, iniziando dal portiere Dini detto "Brustone" ma anche "Befano", la formidabile coppia dei terzini Daddi e Cavallini, lo stopper Mario Vergottini alias Zorba che abitava in via Toselli, vicino a casa mia, il forte centrocampista Vittorio Rossi, fratello dell'indimenticato Beppe "il fornaio", l'estrosa ala Claudio Poggetti, oltre al grande e compianto Giancarlo Pesci, un vero uomo di altri tempi.
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