Il Tirreno

Bus urbani e linee deserte «Migliorare le informazioni»

Bus urbani e linee deserte «Migliorare le informazioni»

Dal flop del trenino gommato natalizio all’analisi delle linee attive tutto l’anno L’agente immobiliare Campanelli: «Installare mappe dei percorsi alle pensiline»

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CECINA. Qual è lo stato di salute dei bus urbani? Dopo il rientro ai box anticipato del trenino gommato, messo in strada per il periodo delle festività con la formula del servizio di linea sperimentale, se lo chiedono in molti. Qual è la lezione di quel bus navetta snobbato da tutti? Per giorni ha continuato a viaggiare a vuoto. E a niente sono servite le iniziative per caldeggiarne l’utilizzo, come la sosta prolungata nella zona pedonale. Un flop in piena regola. Partito l’8 dicembre, promosso dalla Provincia di Livorno e Comune di Cecina, e fermato il 31 con otto giorni d’anticipo rispetto al programma che prevedeva l’ultima corsa l’8 gennaio.

Fermate poco visibili. Informazioni frammentarie. Orari da rivedere. L’abitudine a salire sui bus urbani passa anche da questo. Il resto è una questione culturale, che fa i conti con la fatica a separarsi dalla propria auto dei più.

«Che al cecinese piaccia parcheggiare con l’auto davanti ai negozi e che qualcuno rimpianga addirittura il transito di un tempo dove adesso è la via pedonale può anche essere, ma da ciò che si può rilevare dal sistema dei trasporti urbani in altre località o città più importanti della nostra si ha la sensazione che anche l’informazione è un aspetto rilevante circa l’assenza di viaggiatori sugli autobus nel nostro comune». A sottolinearlo è l’agente immobiliare Pietro Campanelli che stimolato dal flop del trenino gommato si è messo ad osservare i bus della linea urbana.

Sul territorio urbano cecinese sono tre le linee gestite dalla Compagnia Toscana Trasporti che dal capolinea di piazza della Libertà garantiscono collegamenti con i quartieri, l’ospedale e le frazioni come San Pietro in Palazzi e Collemezzano. Per esempio, la linea 6 da piazza della Libertà arriva al Palazzaccio per transitare da via Pasubio, l’ospedale, via Montanara, viale Marconi e tornare al capolinea. Nei giorni feriali ci sono due corse al mattino e tre nel pomeriggio.

Al netto degli investimenti quello che viene sollecitato è uno sforzo in chiarezza. Un’attenzione verso chi vorrebbe salire sul bus ma fatica a comprenderne percorsi ed orari. «Il metodo con cui vengono esposti gli orari sulle tabelle delle fermate non risulta di facile comprensione per tutti e sulle pensiline delle fermate sono poi esposti pannelli pubblicitari di vario genere, ma non uno solo su cui ci sia la mappa completa dei percorsi di linea». È quanto registrato da Campanelli sul campo. Che conclude: «Stupisce comunque che qualche decennio fa gli autobus fossero pieni e oggi che lo dovrebbero essere a maggior ragione, continuano a transitare spesso vuoti o semivuoti, senza che alcuno se ne sia chiesto il perché».

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di Redazione web