Il Tirreno

Riscaldamenti ko, alunni tornano a casa

di Anna Cecchini
Riscaldamenti ko, alunni tornano a casa

Scuola Solvay: sette classi a modulo, al rientro delle vacanze, hanno trovato aule gelide. La dirigente: «Problemi all’impianto»

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Si sono presentati a scuola per il rientro dalle vacanze natalizie, ma è subito stato chiaro che fare lezione sarebbe stato un problema. Nelle classi, infatti, la temperatura era troppo bassa. Il motivo? Il sistema di riscaldamento non funzionava regolarmente e quindi i locali non erano adeguatamente riscaldati. Fatto sta che quei genitori che avevano appena accompagnato i figli a scuola, in accordo con le insegnanti e i collaboratori scolastici, hanno deciso di riportare a casa gli alunni. Troppo freddo per restare quattro ore seduti ai banchi intenti a concentrarsi su nuove nozioni da imparare.

Il disagio è andato in scena ieri mattina alle scuole elementari Ernesto Solvay, e i genitori fanno notare come sia piuttosto ingiusto tenere decine di bimbi al freddo.

«La dirigente - spiega Alessia Diddi, una delle mamme che ieri ha riportato sua figlia a casa - prima di Natale aveva dato regolare comunicazione, sia sul sito della scuola che tramite il diario degli alunni, che oggi le classi a modulo sarebbero rientrate a scuola». Si tratta di sette classi (una classe prima, una seconda, una terza, due quarta e due quinte), che hanno l’orario mattutino per sei giorni a settimana oltre a un rientro pomeridiano.

«Il fatto di rientrare a scuola sabato 7 gennaio -spiega la dirigente scolastica del primo circolo, Daniela Tramontani - era stato deciso con il consiglio di istituto, abbiamo altri quattro giorni di ponte nell’arco dell’anno e questo non era stato concesso dalla Regione».

Di fatto i genitori non contestano il rientro a scuola il 7 gennaio, dato che sanno di aver iscritto i figli a un percorso di studi (il modulo, appunto), che prevede lezione anche il sabato mattina. Quel che è parso assurdo alle famiglie è che le classi fossero gelide. «Quando siamo arrivati davanti alla scuola - racconta Paolo Falchetti, un altro genitore - maestre e custodi si sono affacciate e ci hanno informato del fatto che i riscaldamenti non andavano. Con altri genitori siamo entrati in alcune classi ed effettivamente c’era troppo freddo, la temperatura esterna superava di poco gli zero gradi e dentro la scuola non l’abbiamo misurata, ma di certo non arrivava oltre i cinque. In alcune classi erano già seduti ai banchi alcuni alunni che erano arrivati con lo scuolabus, ed indossavano cappelli e giacche, ma era comunque troppo freddo».

Così i genitori che avevano appena consegnato alle maestre i loro bambini hanno deciso di riportarli a casa, mentre le docenti e i custodi hanno avvertito della situazione le famiglie degli alunni arrivati con il bus. Ieri mattina, in realtà, dei circa 175 ragazzi (7 classi) che frequentano il modulo si sono presentati a scuola non oltre un centinaio. Tante famiglie hanno deciso di fare il ponte comunque, e di far rientrare i figli domani, lunedì 9 gennaio.

«Fatto sta - dice ancora Falchetti - che per chi si è presentato a scuola c’è stato un disagio evidente».

La dirigente Tramontani, nel comprendere le difficoltà delle famiglie, spiega che «il 2 gennaio sono emersi problemi all’impianto di riscaldamento ed è stato richiesto l’intervento dei tecnici, che infatti ci hanno lavorato. Nei giorni successivi l’impianto ha ripreso a funzionare, ma evidentemente nei giorni successivi ha avuto nuovi problemi». Ecco che ieri mattina le classi non erano adeguatamente riscaldate, ed i genitori hanno preferito portar via i loro bambini.

«Stamani (ieri, ndr) - spiega Tramontani - chi ha aperto la scuola, rendendosi conto che i riscaldamenti non funzionavano ha subito chiamato gli uffici comunali preposti». Il problema è che quando tra le 8,15 e le 8,30 di ieri i bambini sono entrati a scuola hanno trovato ambienti gelidi. Ed è chiaro che i genitori hanno preferito riportarli a casa, per evitare che restassero a fare lezione al freddo per quattro ore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera