Il Tirreno

Fine, espropri per fare l’argine

Accordo con alcuni proprietari di terreni per permettere l’ampliamento

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ROSIGNANO. Terreni espropriati per permettere la realizzazione dell’argine sinistro del fiume Fine, a monte della linea ferroviaria.

Lo si legge in una determina (la numero 982) con la quale l’amministrazione impegna una somma di 13.162 euro come indennità di esproprio globale verso i soggetti proprietari di terreni a monte della ferrovia, nella zona del Galafone, dove da mesi sta procedendo l’intervento di messa in sicurezza del fiume Fine.

Un lavoro, lo ricordiamo, che viene effettuato da Rfi. L'iter per la regimazione del fiume va avanti dal 2010; 6 milioni e mezzo di euro la spesa totale finanziata da Regione, Comune e ex Roselectra. I lavori sono stati avviati lo scorso marzo e, dopo l’ampliamento del ponte sulla vecchia via Aurelia, è stato rifatto anche quello della linea ferroviaria tirrenica. Il cantiere procede ora con il spostamento dei tubi dei sottoservizi (acqua e gas), a spese dell’amministrazione (che userà i 2 milioni della convenzione con Roselectra)

Sono cinque i proprietari di pezzi di terreni a cui l’amministrazione ha sottoposto gli elaborati progettuali relativi al piano di regimazione del fiume che non hanno espresso osservazioni in merito ed hanno condiviso l’indennità proposta.

Ecco che è stata avviata la procedura di esproprio, per cui il Comune ha stanziato un totale di 13.162 euro, da suddividere in parti diverse fra i proprietari che cedono i loro terreni.

Intanto, mentre l’argine sinistro del Fine è stato completato e allungato di svariate decine di metri, sono in corso lo scavo della golena a valle dell'Aurelia e il rifacimento dell'argine destro a protezione dello stabilimento Solvay.

Una volta terminato, l’intervento, che va avanti dalla scorsa primavera in una serie di tranche, permetterà anche di mettere in sicurezza l’abitato di Fanfani, alle porte di Vada.

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