Il presidio
Meningite, ampliato l’orario per vaccinarsi
Scorte esaurite in ospedale. Piram: «In arrivo lunedì sera o martedì» Al distretto di Cecina prima data utile il 23 febbraio, 4 mesi a Donoratico
CECINA. Visti i tempi di attesa negli ambulatori dei distretti sanitari di Rosignano Solvay, Cecina e Donoratico per vaccinarsi contro il meningococco di tipo C, sono presi d'assalto i medici di famiglia indicati anche dall'assessore regionale Stefania Saccardi quale mezzo per abbreviare i tempi per la vaccinazione.
Ma, anche volendo, i medici di base, rimasti senza dosi, non potranno inoculare il vaccino perché la farmacia dell'ospedale di Cecina lo ha terminato. Sono disponibili solo quelle tetravalenti indicati però solo per i cittadini al di sotto dei venti anni o per quelli che hanno particolari patologie. Già mercoledì mattina la farmacia dell'ospedale, come confermato dal dottor Paolo Piram, coordinatore dell'Aggregazione Funzionale Territoriale, era rimasta senza dosi. A confermarlo alcuni medici di famiglia che ieri mattina hanno contattato la stessa farmacia per sapere quando i vaccini sarebbero stati nuovamente disponibili. «Forse - ha detto il dottor Piram - lunedì sera o martedì mattina». Un surplus di lavoro per i medici di base impegnati negli ambulatori e nelle visite domiciliari visto il picco influenzale di queste settimane. Da un lato la Regione Toscana che continua a raccomandare a tutti i cittadini, soprattutto tra gi 11 ed i 45 anni, di vaccinarsi; dall'altro i tempi di attesa si allungano e le dosi, in molti casi, sono terminate. Ieri, al distretto di Cecina, la prima data utile per le vaccinazioni era il 13 marzo, al distretto di Rosignano il 23 febbraio mentre al distretto di Donoratico i primi di maggio. Tempi ritenuti troppo lunghi per molti cittadini che, quindi, si rivolgono al proprio medico di famiglia. Una psicosi quella della meningite di tipo C che sembra non cessare. Anzi, la paura aumenta ad ogni notizia di un nuovo ricovero. E così a chiedere di essere vaccinati sono anche i cittadini di 70 o 80 anni. Non spaventa il ticket da pagare o il prezzo del vaccino comprato in farmacia. Non convincono neanche le rassicurazioni del ministero della Salute che se da un lato invita a vaccinarsi, dall'altro non parla di vera epidemia da meningite. Intanto l'Azienda Sanitaria 6 sta correndo ai ripari. In una nota fa sapere che nella Bassa Val di Cecina sarà possibile vaccinare 150 persone in più alla settimana.
«Non saranno aumentati i giorni di apertura degli ambulatori - precisano dall'Asl - ma sarà ampliato l'orario delle sedute in base alle richieste e alle prenotazioni al Cup». In pratica non più 5 ore settimanali previste nei Distretti sociosanitari. «Le sedute dovranno garantire 150 vaccinazioni in più alla settimana». Un provvedimento e una nuova organizzazione che l'Azienda sanitaria ha preso mercoledì mattina. Insomma si cerca di ricorrere ai ripari per superare le tante richieste arrivate in questi giorni sull'onda della paura.
Alessandra Bernardeschi
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