Il Tirreno

All’asta per 2 milioni la Toscana Impianti

di Andrea Rocchi
All’asta per 2 milioni la Toscana Impianti

In liquidazione la storica azienda di via della Villana: capannone, uffici e terreni L’ultimo bilancio chiuso con 11 milioni di perdite. Intanto spunta LTI Internazionale

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ROSIGNANO. E' stata dal 1977 una delle aziende più importanti del territorio nel ramo dell'impiantistica industriale finchè tre anni fa, travolta dalla crisi, ha dovuto issare bandiera bianca. Dei 316 dipendenti con cui chiudeva il bilancio al 31 dicembre 2014 una parte hanno mantenuto l'occupazione, ricollocandosi in altre imprese fuori zona o nell’ambito locale, come Idromacchine o Tec Service. Oggi di Toscana Impianti, azienda in liquidazione, non resta che la storica sede di via della Villana 154, fintanto che l'immobile - finito all'asta - non passerà di mano.

I capannoni all’asta. E' una delle ultime partite del concordato preventivo con cui si scrive la parola fine sulla storia della LTI quella che si giocherà il 25 gennaio prossimo presso lo studio del liquidatore, il dottor Alessandro Ciaponi in corso Mazzini a Livorno, quando si svolgerà l'incanto di sei beni immobili dell'azienda che fu di Vinicio Gemignani: in vendita un capannone di 2175 mq con 2 carriponte da 3 tonnellate, un edificio su 4 livelli di 740 mq. adibito a uffici, un prefabbricato uso mensa, un altro ad uso spogliatoio e 2 moduli prefabbricati adiacenti al capannone. Inoltre, nel lotto all'asta, anche un terreno ad uso agricolo di 18.530 mq. su cui è prevedibile l'espansione. Il valore dei beni è di poco più di 2 milioni (2.000.400 euro). Il giudice delegato è il dottor Gianmarco Marinai.

La storia dell’azienda. La Toscana Impianti nasce il 16 marzo 1977, la sede è a Rosignano Solvay, in via della Villana. Per oggetto sociale ha la "fornitura, costruzione, montaggio e manutenzione di impianti industriali, civili, nautici e militari", ma anche la "progettazione e costruzione di impianti, realizzazione di software, opere civili, carpenterie, test, collaudi, manutenzioni di cisterne e carri ferroviari, pulizie industriali". La presenza della Solvay è preziosa e La Toscana cresce lavorando molto per la multinazionale belga ma opera anche per altre grandi realta come Eni, Rodhia e Magona. Diventa, in pochi anni, una delle realtà industriali più preziose per il territorio garante occupazione ad oltre 300 dipendenti, espandendosi anche all'estero, in particolare in Francia e Romania. Amministratore delegato di Lti diventa Andrea Gemignani, figlio del fondatore Vinicio che affianca alla conduzione dell'impresa incarichi in Confindustria, prima guidando il comprensorio Bvc, poi dal 2008 al 2012 come presidente provinciale dell'associazione degli Industriali.

La crisi e gli esuberi. Sono gli anni in cui anche il nostro territorio è investito dalla crisi. Il 2011, in particolare, è durissimo. Il contraccolpo per lo stabilimento Solvay è forte e la prima conseguenza è con la riduzione di marcia della sodiera. A catena ne risentono molte imprese dell'indotto, compresa naturalmente Lti. Il caso degli oltre 300 dipendenti della Toscana Impianti diventa politico. Vengono investiti della vicenda anche il sindaco Alessandro Franchi e la Regione. Si parla di esuberi, di tagli. Ci sono manifestazioni dei lavoratori che chiedono garanzie per il posto di lavoro. Ma la situazione diventa insostenibile. Il management di Lti, oltre alla crisi, spiega il default con il mancato pagamento di alcune importanti commesse. Il 9 giugno 2014 viene presentata domanda di concordato in bianco, il ricorso definitivo è del 31 gennaio 2015. La relazione per l'ammissione alla procedura di scioglimento è del professor Gianluca Risaliti. Il 13 febbraio dello stesso anno arriva l'iscrizione della procedura.

L’ultimo bilancio: 11 milioni in rosso. Al 24 giugno 2014 - ultimo anno di esercizio in cui Lti presenta il bilancio - l'azienda rosignanese ha un capitale sociale di 587.022,50 euro così suddiviso: 18,1% alla New Development srl, 14,46% ripartito tra Vinicio Gemignani, Amedeo Mancini e Graziano Niccolini, 12,52% Romano Bruscino e quote sotto il 10% a Gaetano Barone, Fabrizio Grandi, Riccardo Grandi e Gabriella Falagiani. Liquidatori saranno nominati Gemignani, Mancini, Barone e il commercialista Ciaponi. Il bilancio del 31/12/2014 si chiude con una perdita di 11.175.112 euro mentre l'anno precedente il passivo era di 6,6 milioni.

Capannone in affitto. Oggi nella sede di via della Villana messa in vendita dal tribunale ha messo radici un’azienda fiorentina, la Sim Toscana, che opera nello stesso settore dell’impiantistica e delle manutenzioni in cui lavorava LTI. Avrebbe preso in affitto l’officina dall’attuale amministratore dei beni (il tribunale). Lo confermano anche da palazzo civico sia il sindaco Alessandro Franchi che l’assessore alle Attività Produttive Piero Nocchi.

Lti Internationale. Basta una ricerca in rete per verificare che non esiste più il sito Internet della vecchia La Toscana Impianti srl. Esiste però il sito della Lti Internazionale, una srl fondata nel 2016 acquisita dal gruppo libanese di ingegneria civile Man Enterprise: «La Toscana Impianti Internazionale srl - si legge - ha recentemente portato al Gruppo Man l’eredita’ di un marchio leader a livello italiano ed europeo, con una storia di 45 anni sui mercati dell’impiantistica industriale». Dalla visura camerale della LTII si legge che la società, con 100mila euro di capitale, è stata costituita a Livorno in via San Francesco 17 dove ha sede lo studio del commercialista Enrico Meucci esperto in ristrutturazione e riconversione strategica, industriale, e commerciale, nonché di privatizzazioni di aziende e gruppi nazionali. Il socio al 100% è la Man Oli And Gas S.A.L. L’amministratore delegato della LTII è un ingegnere libanese con cittadinanza canadese Joe Kiriakos managaer della Man Enterprise. LTII, al momento, risulta inattiva.

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