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Una mano tesa al Bangladesh

Una mano tesa al Bangladesh

Pang’ono riconosciuta operatore internazionale Due scuole, una casa famiglia e altri progetti

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ROSIGNANO. Fidiamoci e affidiamoci, sono parole care a don Paolo Pacifici diventate ormai parte del dna di Pang’ono, associazione di volontariato di ispirazione cattolica, nata attorno alla parrocchia di Santa Croce e che dal ’98 opera concretamente a sostegno di chi è in difficoltà. Aperta una strada in Africa, in particolare in Malawi con la missione Balaka’s Parish (scuole, ludoteche, pozzi, soluzioni energetiche e diversi container partiti per il continente nero), da circa cinque anni Pang’ono ha rivolto il proprio sguardo in Bangladesh. E ciò grazie all’incontro del gruppo di volontari rosignanesi con Rudy Bernabini, un missionario laico che opera da 12 anni nello stato asiatico. Qui - come ricorda Marco Baggiani, ex presidente ed oggi responsabile dei progetti di Pang’ono - era stato attivato un canale con l’associazione Aste Aste Ogrogoti (che significa “piano piano” come Pang’ono in lingua malawi). In sostanza gli aiuti italiani confluivano in questa associazione che ha attivato una serie di progetti.

La novità di questi giorni è che - esattamente il 21 dicembre scorso - il gruppo di volontariato ha avuto l'autorizzazione ad operare come organizzazione riconosciuta all’interno del Bangladesh direttamente dal governo dello stato. In questo modo la Ngo Aste Aste Ogrogoti è stata assorbita da Pang’ono “permettendoci di avere un distaccamento italiano in Bangladesh”, aggiunge Baggiani. «Questa variazione - sottolinea - è stata effettuata per garantire un futuro ancora più stabile ai progetti già realizzati e a quelli che stiamo realizzando in questo paese. Saranno garantite le attività e saranno assicurati i posti di lavoro di tutto il personale locale che attualmente opera all'interno dei progetti».

Uno dei problemi maggiori dei cooperanti in Bangladesh, del resto, è sempre stato quello della sicurezza. Non solo il terrorismo ma le associazioni malavitose che hanno il controllo su alcuni territori ed operano imponendo il pizzo o taglieggiando anche chi fa azioni benemerite come il volontariato e l’assistenza.

Qui Pang’ono, non senza difficoltà e grazie all’apporto di Bernabini, è riuscita ad aprle due scuole, una scuola di cucito, un centro fisioterapico e “siamo vicini a gestire due nuove scuole”. In sostanza la onlus di Rosignano, in Bangladesh, adotta direttamente l’alunno. Sono 370 i bambini adottati che raddoppieranno quando Pang’ono si occuperà anche delle altre due scuole. Il fatto di rispondere alle leggi italiane - come associazione internazionale riconosciuta - consentirà poi ai volontari di operare in maggiore tranquillità. E di poter garantire lavoro agli insegnanti ed al personale occupato nei progetti. Di pari passo andranno avanti le attività ormai consolidate in Malawi.

Oggi Pang’ono è presieduta da Anna Chini. Michela Luschi è la vice presidente. Nel consiglio direttivo, oltre a Marco Baggiani, ci sono Alessandro Bianchi, Letizia Meini e Monica Bacci. (a.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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