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Casa Fattori, alta tensione l’appello del sindacato Usb

BIBBONA. Alta tensione dentro Casa Fattori a Bibbona. «Il 30 dicembre la nostra delegata ha ricevuto una pesante contestazione disciplinare preludio, forse, dell’ennesimo licenziamento». È quanto...

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BIBBONA. Alta tensione dentro Casa Fattori a Bibbona. «Il 30 dicembre la nostra delegata ha ricevuto una pesante contestazione disciplinare preludio, forse, dell’ennesimo licenziamento». È quanto sottolinea il responsabile dell’Unione sindacale di base (Usb) Giovanni Ceraolo. E lo fa richiamandosi a un precedente, quello di una cuoca anche lei alle dipendenze della Coop Agorà d’Italia che dal 24 agosto non è più al suo posto. Un caso portato in piazza all’inizio di dicembre insieme alle altre rivendicazioni dalle dipendenti della cooperativa che ha in gestione i servizi della Residenza sanitaria assistita (Rsa), con tanto di bandiere e presidio. Ritardi nei pagamenti dello stipendio, anche di mesi. Forniture di prodotti necessari per i servizi che scarseggiano. Questi alcuni dei nodi.

«Evidentemente le ultime iniziative sindacali, compresa un’ingiunzione legale per ottenere gli stipendi arretrati, non devono essere piaciute alla dirigenza Agorà d’Italia che ha reagito in maniera analoga l’estate scorsa quando un’altra lavoratrice, e delegata sindacale Cisl, fu licenziata in tronco dopo tre contestazioni consecutive», sottolinea Ceraolo. Che aggiunge: «Se dopo il primo caso qualche dubbio poteva persistere adesso abbiamo la conferma definitiva. Le due lavoratrici in questione sono le stesse che si sono più esposte negli ultimi mesi per denunciare le gravi mancanze all’interno della Rsa di Bibbona causate dalla cooperativa Agorà d’Italia. Siamo quindi di fronte ad una evidente rappresaglia».

L’appalto della cooperativa è scaduto ma è stata fatta una proroga in vista della nuova gara che dovrà indire Casa Fattori, il consiglio di amministrazione dopo la scadenza del mandato ad agosto scorso non è ancora al completo.

«Da mesi non riscuotono più lo stipendio con regolarità, nonostante l’ente Casa Fattori non sia indietro con i pagamenti alla cooperativa». Così il sindacalista Usb in occasione dello sciopero del 5 dicembre, con presidio di fronte al Palazzo comunale di Bibbona. Evidenziando «un uso improprio dei soldi che l’ente paga a fronte dei servizi dati in appalto e non è giustificabile neppure che vi sia un ritardo nel pagamento degli stipendi».

Un primo spiraglio sembrava essersi aperto nella lunga vertenza di Casa Fattori il 27 dicembre, dopo le proteste delle dipendenti, la cooperativa Agorà d’Italia aveva saldato una mensilità arretrata, ne restano ancora due, e la tredicesima.

«La possibilità che la cooperativa possa perdere l’appalto, da qui a qualche mese, viene forse usata come pretesto per punire lavoratori e sindacalisti scomodi – sostiene Giovanni Ceraolo –. Chiediamo quindi all’ente Casa Fattori, ma soprattutto all’amministrazione comunale di intervenire urgentemente per evitare l’ennesimo licenziamento illegittimo. Se ciò dovesse succedere siamo pronti ad iniziative sindacali ben più determinate di quella che si è svolta nei primi giorni di dicembre quando di fatto lo sciopero fu solamente simbolico e non causò alcun disservizio alla struttura».

Manolo Morandini

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