Il presidio
Pozzi inquinati da trielina ancora 2 anni di bonifica
Il rapporto del Comitato tecnico fa il punto sulle qualità dell’acqua e dell’aria In base ai monitoraggi dell’Arpat la contaminazione risulterebbe confinata
CECINA. Pozzi inquinati, la trielina non si ferma. La concentrazione di tetracloroetilene (Pce) e tricloroetilene (Tce) è ancora ai livelli di guardia nell’area di Poggio Gagliardo e nella piana di Cecina. Il dato emerge dall’ultima riunione del Comitato tecnico previsto dall’Accordo di programma per l’attuazione degli interventi urgenti per la bonifica della falda acquifera. Ed è di almeno due anni l’orizzonte temporale che i tecnici della Regione Toscana ritengono necessario per completare lo sbarramento idraulico di Mise (Messa in sicurezza d’emergenza) che ha preso il via nel 2005 per cercare di isolare, il più possibile, la sorgente di contaminazione. Ma se il quadro resta critico per l’acqua il monitoraggio dell’aria è ritenuto rassicurante. Del comitato fanno parte i responsabili tecnici competenti per materia dei Comuni di Montescudaio e di Cecina, delle Province di Livorno e di Pisa, dell’Ato 5, dell’Arpat e della Regione, che lo presiede.
“Solo i dati di almeno un anno di Sve ci chiariranno la reale situazione in falda circa la presenza prevalente di Tce o Pce e di conseguenza si potrà decidere anche in merito alla realizzazione del pump&treat”. Così il Comitato tecnico alla fine di ottobre. Tradotto: la trielina esala dai pozzi, che negli anni sono stati cementati, ma continuerà ad essere convogliata nei macchinari e pompata all’esterno. C’è una rete di quindici postazioni, ciascuna con due pozzi a profondità diverse. E tutti collegati all’impianto di trattamento dei vapori aspirati dal sottosuolo Sve, ovvero Soil vapour extraction, che consente di diminuire la concentrazione delle sostanze contaminanti imprigionandole in filtri a carboni attivi. L’impianto è stato installato nel parcheggio del centro commerciale, a lato della curva in ingresso.
L’intervento per la bonifica del sito e della falda acquifera di Poggio Gagliardo, inquinate da trielina e percloroetilene a causa di alcune attività industriali, la lavanderia industriale La Rapida (chiusa nel 1980) e la conceria Massini (fallita nel 1995), a breve dovrebbe registrare una novità. Sul fronte della bonifica è prossimo l’affidamento dell’intervento all’Ati tra Hera Ambiente Spa e Water & Soil Srl, la firma del contratto e la consegna dei lavori dovrebbero avvenire entro questo mese.
Acqua. Nell’area sorgente, nel territorio di Montescudaio, i tecnici Arpat rilevano “andamenti altalenanti” con picchi presso i pozzi CD2 e CD4, mentre il CD1 e CD5 mostrano valori più costanti, comunque tutti in un intervallo da 30 a 90 volte superiore alla concentrazione di trielina limite per le acque destinate al consumo: 10 microgrammi su litro. Per molti dei pozzi monitorati, più prossimi all’area sorgente (Peep, Campo sportivo, Ladronaia), i tecnici evidenziano un trend in diminuzione dei contaminanti, mentre in quelli più lontani (San Vincenzino) i dati sono altalenanti. “Tale comportamento è attribuibile al fatto che i pozzi più vicini alla barriera di Mise risentono prima dei positivi effetti di contenimento della contaminazione”, sottolineano. E ci sono i pozzi sentinella, nei quali si registrano valori inferiori al limite di rilevabilità dei composti, indice che “non vi è una estensione laterale della contaminazione”.
Aria. È compito dei tecnici dell’Azienda sanitaria eseguire i campionamenti di aria all’interno delle abitazioni circostanti l’area sorgente dell’inquinamento. “I risultati sono molto confortanti e positivi, in quanto dimostrano che presso le residenze i valori dei gas in aria sono prossimi al limite di rilevabilità strumentale”. E ancora: “Anche l’aria atmosferica presso i parcheggi del centro commerciale mostra le medesime caratteristiche di bassissimi valori di gas inquinanti, prossimi al limite di rilevabilità”. Perciò il comitato ha deciso che non è necessario procedere con altri rilievi ma “si riserva di valutare successivi interventi ad eventuale conforto dell’andamento del processo di bonifica una volta che questo sarà avviato e portato a regime”. Anche presso le attività dell’area sorgente, si osserva un generale trend di diminuzione di gas inquinanti, “grazie anche agli interventi, prescritti dall’Ausl, di areazione dei locali”.
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