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Ex Faro, un ricorso al Tar contro la ristrutturazione
San Vincenzo, al posto dell’ex pizzeria previste tre abitazioni fronte mare I lavori sono iniziati in autunno con la demolizione e la posa delle fondamenta
SAN VINCENZO. I primi a pronunciarsi sono i giudici amministrativi del Tribunale amministrativo regionale della Toscana (Tar). Ma stando ai bene informati la vicenda dell’ex pizzeria Il Faro su lungomare di San Vincenzo, a nord del porto turistico, potrebbe avere anche altri risvolti giudiziari. A non convincere è l’interpretazione delle norme del Piano strutturale, approvato nel 2015. E il precedente nella fase di presentazione delle osservazioni a quel piano, prima che divenisse definitivo, della risposta data allo storico proprietario di quell’immobile.
Due mesi. Tanti sono passati dal rilascio del permesso di costruzione alla società Agi Spa, riconducibile alla famiglia Lazzerini, che su quell’area, acquistata dallo storico proprietario, conta di realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare. Demolite le strutture esistenti, ormai fatiscenti dopo un lungo periodo di abbandono, sono state gettate le fondamenta per dare corpo alla ristrutturazione tramite sostituzione edilizia dell’immobile, con cambio di destinazione d’uso ed evidente modifica dello skyline. Lì dove c’era una struttura a un solo piano, in base al progetto dello Studio Sparapani di San Vincenzo, ne sorgerà una su quattro piani di cui tre fuori terra sul lungomare Marconi, angolo via Pianosa.
Il 15 dicembre al Comune di San Vincenzo è stato notificato il ricorso al Tar con il quale Cesare Molta e Maria Grazia Giovanna Sagaci, proprietari di un appartamento in via Pianosa, chiedono l’annullamento del permesso di costruzione e chiedono ai giudici amministrativi di pronunciarsi in via cautelare per la sospensione della sua efficacia.
A quanto è dato conoscere sulla scorta della delibera di giunta numero 269 del 27 dicembre con cui si è deciso per la costituzione in giudizio dando incarico per la difesa all’avvocato Renzo Grassi, i ricorrenti “ritengono che l’intervento edilizio riduca il valore economico del loro bene inibendo la visuale del mare”. E vengono riportate due eccezioni. La prima di “violazione e falsa applicazione della normativa nazionale e regionale in materia di edilizia, nonché eccesso di potere per carenze istruttorie, difetto dei presupposti, ingiustizia manifesta e disparità di trattamento”. L’altra di “violazione della normativa del piano strutturale sulla tutela dello skyline urbano fronte mare”.
Sul caso hanno puntato il dito la lista d’opposizione Assemblea sanvincenzina e lo storico Meet up 5 Stelle. Ci sono aspetti tecnici ma anche la lettera dell’osservazione al Piano strutturale presentata a luglio del 2014 da Antonio Pelosi a cui in sintesi si nega la possibilità di rialzare le coperture degli edifici esistenti per non pregiudicare lo sky line.
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