Il presidio
«Scuola e famiglia devono lavorare insieme»
Intervista all’assessore regionale Cristina Grieco, che parla di organici e nuove tecnologie
CECINA. Dirigente scolastico dell'Istituto Vespucci - Colombo di Livorno dal 2007, una laurea in Economia e Commercio e una in Statistica, Cristina Grieco, assessore regionale all'Istruzione, formazione e lavoro, ha trascorso la sua vita tra i banchi di scuola.
Secondo la sua esperienza, è possibile ridurre i tempi di nomina degli insegnanti ad inizio anno scolastico?
«Questo è stato un anno particolare perché si sono sovrapposti diversi provvedimenti, dal concorso alla chiamata diretta, fino agli ambiti territoriali. Disagi creati anche dal fatto che gli organici di diritto sono bloccati dal 2011. Si tratta, comunque, di un sistema che dovrebbe superare le criticità e quello che mi sento di consigliare al Miur è di ottenere lo sblocco dal Mef, il Ministero dell'economia e delle finanze, degli organici di diritto, altrimenti si andrà a creare una mobilità di proporzioni rilevanti. L'obiettivo è quello di stabilizzare e dare la certezza sia dell'educazione che del docente su ogni cattedra».
I disagi maggiori si riscontrano con gli insegnanti di sostegno. Perché?
«In effetti nell'organico di diritto sono previsti la metà degli insegnanti di sostegno necessari. È vero anche che il numero di alunni che formano le classi annualmente varia e, di conseguenza, anche le cattedre necessarie ad ogni plesso che non possono essere standardizzate. La situazione, comunque, è che gli insegnanti di ruolo, quelli appartenenti all'organico di diritto, sono la metà dei posti che ogni anno si rendono necessari. È per questo che ogni anno c'è bisogno di riassegnare i posti e di prevedere cattedre di supplenza».
Questa è una situazione che riguarda tutta la regione. Qual è il problema maggiore da sottoporre al ministero?
«Sicuramente l'insufficienza degli organici».
In cosa è migliorabile la 107 sulla Buona scuola?
«Il mio è un giudizio positivo, perché per la prima volta si è investito sulle scuole, prevedendo maggiori risorse, sia finanziarie che umane nonché dal punto di vista dell'edilizia scolastica. Ad ogni modo, saranno i decreti attuativi a migliorare ancora di più la riforma, la cui approvazione è prevista per il mese di gennaio. Penso a tutti gli ambiti che la riforma tocca: il sistema di valutazione, di processo inclusione e d'integrazione, gli istituti professionali. A partire da gennaio, dunque, si avrà un sistema più operativo, portato a compimento».
Le nuove tecnologie sono entrate nella vita degli studenti. Come è possibile evitare un utilizzo improprio?
«Educando alle tecnologie e ad un uso consapevole delle stesse, sia da un punto di vista tecnico che emotivo e relazionale. È necessario educare e far passare il concetto del rispetto, della privacy e della responsabilità. Anche in questo caso scuola e famiglia dovrebbero camminare di pari passo, per veicolare il messaggio che gli strumenti tecnologici hanno esclusivamente una funzione strumentale al raggiungimento degli obiettivi».
Cosa si sente di consigliare a genitori e studenti?
«Riscoprire l'alleanza educativa con la scuola, dare fiducia a scuola e insegnanti perché con l'unità di intenti si può fare un lavoro educativo con i ragazzi. Quello che chiedo e consiglio ai genitori è di non porsi su un piano diverso rispetto agli insegnanti, perché entrambi sono agenzie educative».
Leondina Marulli
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