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Variante per la discoteca sale lo scontro politico

Variante per la discoteca sale lo scontro politico

L’assessore Roventini replica alle accuse di Assemblea Sanvincenzina «Macché pasticci, quei consiglieri non conoscono le normative urbanistiche»

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SAN VINCENZO. L'inversione di rotta che congela la prevista discoteca nell'area artigianale a sud della via per Campiglia innesca lo scontro politico. L'iter della variante al Regolamento urbanistico deve passare dall'esame degli uffici regionali che devono esprimersi sulla necessità di effettuare la valutazione ambientale strategica (Vas). Ma la lettura della lista d'opposizione Assemblea sanvincenzina (As) che parla di "variante pasticciata e fatta con i piedi", sottolineandone il "contrasto con le indicazioni territoriali del Piano strutturale e la messa in ginocchio dalle osservazioni dei cittadini" per l'assessore all'Urbanistica Massimiliano Roventini è prima di tutto "una mancanza di rispetto nei confronti dei professionisti che hanno sottoscritto la variante. E dimostra ancora una volta che i consiglieri di As non conoscono le normative urbanistiche, le procedure imposte dalle norme regionali e fondamentalmente il nostro Piano strutturale che costituisce la guida per questa amministrazione".

L'assessore parte dal Piano strutturale. «Nelle aree oggetto di variante a sud della via di Campiglia prevede aree di completamento per attività produttive in luogo della vecchia scheda urbanistica in cui la destinazione era quella di spazi per spettacoli viaggianti. Area peraltro già compresa nel territorio urbanizzato, in virtù anche della specifica fornita con delibera consiliare numero 11 del 2016 di approvazione del Piano strutturale». Evidenzia "la riduzione di uso di territorio rispetto agli strumenti urbanistici precedentemente approvati. Nella variante adottata e solo temporaneamente stralciata si prevede una riduzione di consumo di suolo per attività produttive di circa 33.000 metri quadrati". La questione prima che politica è urbanistica, almeno nei termini del confronto. «È stata adottata come variante semplificata in virtù dei dettami dell'articolo 30 della legge regionale 65 del 2014, rispettandone i criteri individuati nel citato articolo con anzi riduzione delle superfici utili realizzabili. La stessa prevede lo stralcio di una vasta area sottoposta ad esproprio e il trasferimento di una parte delle superfici in aree già ricomprese nel territorio urbanizzato ma destinate ad altri usi. Dove sarebbe il pasticcio? Tali scelte rientrano nelle facoltà di programmazione del territorio in capo al Consiglio comunale e all'amministrazione che risponde a legittime richieste avanzate da operatori privati nell'ambito delle scelte generali già attuate con il piano strutturale».

Il ricorso alla Vas non poteva essere valutato prima? «In fase di adozione è stato valutato, sulla base delle norme vigenti, di non dover sottoporre la variante alla verifica preliminare di Vas in virtù della presenza degli studi di Vas del Piano strutturale. Proprio durante il percorso partecipativo, a seguito della presentazione delle osservazioni, abbiamo valutato con la Regione Toscana ed interpretato le suddette norme in maniera restrittiva a tutela sia di coloro che hanno presentato le legittime osservazioni ma anche di chi dovrà eseguire gli interventi. La scelta di procedere alla verifica preliminare di Vas è per cercare di ridurre al minimo gli eventuali contenziosi». E conclude: «Riteniamo che sia interesse di tutti che San Vincenzo abbia una discoteca, realizzandola nelle aree a ciò destinate, per offrire opportunità di svago ai nostri giovani e a coloro che frequentano la nostra cittadina, nonché di offrire nuove opportunità di lavoro».

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