Il presidio
Ma il sindacato minaccia denunce
Gli operatori pirotecnici si appellano a una circolare ministeriale: «Ordinanze nulle»
CECINA. Ma il divieto di usare botti e petardi nei luoghi pubblici è tutt’altro che pacifico. Sul piede di guerra il sindacato degli operatori pirotecnici. La battaglia contro le ordinanze comunali che vietano i fuochi d’artificio durante le feste di fine anno è partita da alcuni commercianti di fuochi d’artificio della Valdera e dall'ingegnere Antonio Nanna, proprietario di due rivendite di fuochi d'artificio oltri che segretario regionale del Sinop (Sindacato nazionale degli operatori pirotecnici). Nanna è categorico: «C’è la legge, siamo pronti ad azioni legali», afferma. E intanto a Lucca il prefetto ha scritto al sindaco, chiedendo di evitare ordinanze. «Quelle ordinanze non sono legittime. L’anno scorso alcuni sindaci della provincia di Pisa, le hanno emanate addirittura pochi giorni prima delle feste senza concedere la possibilità di impugnarle al Tar, e senza rendersi conto di quello che effettivamente vietavano», è la tesi del sindacato della categoria. Nanna cita i Comuni di Cecina e di Empoli, che in Toscana si sono fatti paladini della battaglia animalista. «Con una circolare ministeriale (numero 0018798) il ministero dell’Interno ha chiarito - dice Nanna - l’illegittimità delle ordinanze anti botti o meglio quelle di divieto di accensione di fuochi d’artificio ex articolo 54 Tuel e l’inserimento in maniera permanente di tale divieto all’interno dei regolamenti comunali (come hanno fatto appunto Empoli e Cecina)».
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