Il presidio
«Noi l’abbiamo sempre aiutato»
Il parroco se n’è andato, il paese contesta la lettera del vescovo
MONTESCUDAIO. Non ci sta il paese di Montescudaio a sentirsi sotto accusa per la partenza del parroco. Don Lorenzo Magini, l’abate 37enne che dal 2011 guidava le parrocchie di Montescudaio e Casale Marittimo, ha deciso di andarsene chiedendo al vescovo un periodo di sospensione dall’attività di parroco. Monsignor Alberto Silvani, vescovo di Volterra, ha inviato una lettera alla comunità in cui invita tutti, chiesa e fedeli, ad un esame di coscienza. Sottolineando che forse don Lorenzo non ha trovato «il sostegno umano necessario a superare le sue difficoltà». Una reprimenda che la comunità montescudaina non accetta di buon grado. Tra i fedeli c’è grande disappunto. La voce comune in paese è che il parroco abbia lasciato per motivi personali. Che sarà lui stesso a chiarire.
Un caso che fa discutere nelle due comunità parrocchiali guidate fino a pochi giorni fa dal giovane abate: a Casale, ma soprattutto a Montescudaio. Dove un volantino anonimo fatto trovare in piazza lancia accuse alla sindaca e alla governatrice della Confraternita della Santissima Annunziata. L’accusa è quella di voler dettare legge sulla linea del parroco. L’ex sindaco Aurelio Pellegrini è intervenuto invitando al rispetto «per le scelte personali», abbandonando le chiacchiere che «fanno venire meno lo spirito di comunità».
Emilia Baccini, governatrice della Confraternita, non usa giri di parole: «Il paese è arrabbiato per il modo in cui il parroco è andato via, senza dire niente, alla vigilia di Natale - dice - ma siamo arrabbiati anche per la lettera del vescovo che ci invita a fare un esame di coscienza, quando sappiamo che don Lorenzo se n’è andato per motivi personali. Nessuno di noi ha avuto manie di grandezza, né a Montescudaio né a Casale. Se è stata restaurata la chiesa parrocchiale è una scelta della Diocesi, dei preti: il progetto della chiesa di Montescudaio c’era già all'epoca del parroco che ha preceduto don Lorenzo. Hanno preso un mutuo per la parte non finanziata dalla Cei, ipotecando alcuni appartamenti, e la comunità ha sempre aiutato la parrocchia a sostenere le spese, con mercatini e iniziative di beneficenza. Qui nessuno si sente in colpa - continua Baccini -. Don Lorenzo stava bene, lo abbiamo accolto con grande affetto, era sempre invitato a pranzo e cena. Non ha mai fatto trapelare niente dei suoi problemi, anche se negli ultimi tempi sembrava inquieto. Quanto alle accuse anonime, è tutta una falsià: per la chiesa della SS Annunziata, la Confraternita si è fatta interamente carico delle spese, con un mutuo chirografario». (m.m.)
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