I bambini del calcio senza un campo
L’allarme del Castiglioncello: «Serve subito uno spazio adeguato per il vivaio, o sparirà questa attività sportiva»
CASTIGLIONCELLO. Il rischio, quanto mai concreto, è che non ci siano più spazi. E, di conseguenza, l’attività calcistica vada a scomparire. Questo, in poche parole, il timore del Castiglioncello calcio, che tramite il suo segretario Pier Luigi Deri ha già fatto presente la situazione al Comune. «L’ho spiegata a voce - racconta - e poi ho inviato al sindaco e agli assessori un nota protocollata».
A preoccupare Deri e l’intero staff del Castiglioncello sono le condizioni attuali del campo Bellagotti, ai margini della pineta Marradi, ma anche i progetti futuri che riguardano questo spazio. «Per quanto riguarda il futuro - precisa Deri - ben venga un parcheggio al posto del campo, se c’è realmente necessità che lo facciano. Ma è altrettanto necessario un impianto da realizzare altrove, visto che su tutto il territorio comunale le strutture utilizzabili per gare ufficiali sono solo lo stadio Solvay e, per i piccoli che frequentano la scuola calcio, il campo Barbensi a Marittimo. Di fatto sia il campo di Castiglioncello che quello di Castelnuovo sono inutilizzabili». Insomma uno spazio regolamentare è ormai indispensabile.
«Da oltre trent’anni - prosegue Deri - si parla di costruire un nuovo campo alle Spianate, ma il progetto si è arenato sen. Tra l’altro per noi va bene che sia realizzato anche altrove, basta che sia regolamentare». L’assenza di un campo dove giocare il campionato, tra l’altro crea al Castiglioncello anche problemi economici. «In fondo alla stagione calcistica - prosegue Deri - spendiamo 20mila euro fra il pagamento di una sorta di affitto per i campi dove ci alleniamo e giochiamo le partite di campionato e il mancato introito della pubblicità sui cartelloni che mettevamo intorno al nostro campo in pineta. È chiaro, tra l’altro, che se perderemo la gestione del parcheggio estivo allestito nel campo dovremo cessare ogni attività».
Ma il problema più stringente, quello che assilla la società calcistica del Castiglioncello, è più impellente. «Dopo la scomparsa del settore giovanile a Rosignano - spiega il segretario del Castiglioncello -, in accordo con lo Sporting club abbiamo ricominciato a fare il settore giovanile. In pratica la scuola calcio viene fatta a Rosignano, poi i ragazzi vengono veicolati da noi. Quest’anno abbiamo la categoria Giovanissimi b, che pur essendo una formazione del Castiglioncello gioca al campo Barbensi a Rosignano Marittimo. Ma da settembre, quando avremo due squadre, i Giovanissimi a e b, non sapremo dove farli giocare. È evidente che in questo modo il calcio è destinato a sparire».
Deri non si è dato per vinto e ha presentato al Comune una proposta scritta. «Quando anni fa - ricorda - è stata ritirata dal Comune l’idoneità del campo, il problema maggiore erano e dimensioni degli spogliatoi. Ora sono stati sistemati dal punto di vista igienico e quindi per gli allenamenti sono a posto. Certo è uno spazio sovraffolato, visto che ci si allenano 3 squadre nostre, gli amatori e alcune squadre dello Sporting». Due mesi fa Deri ha proposto al Comune «che con l’Asl venissero a fare sopralluoghi per capire se sono possibili interventi per far sì che il campo possa essere usato almeno per le partite dei piccoli, oppure che ci faccia usare l’area a Castelnuovo, che però sembra essere nelle stesse condizioni».
La paura dell’intero staff del Castiglioncello è che prima di agosto, quando vengono fatte le iscrizione per l’anno calcistico successivo, non arrivino novità. «Se le squadre giovanili - termina Deri - non sanno dove giocare è chiaro che il calcio locale scomparirà. Invece è un’attività importante, anche con valenza di aggregazione sociale».
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